Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio interviene sulla complessa vicenda della nascita del Parco Nazionale del Matese, annullando parzialmente il decreto ministeriale che ne aveva definito la perimetrazione provvisoria. Con una sentenza depositata dopo l’udienza del 4 marzo 2026, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso del Comune di Castello del Matese, evidenziando gravi carenze istruttorie nel procedimento.
Al centro della controversia vi è un elemento apparentemente tecnico, ma decisivo: la cartografia allegata al decreto.
Secondo il Comune ricorrente, alcune osservazioni avanzate nell’aprile 2025 – e ritenute in larga parte condivisibili da ISPRA durante una riunione tecnica – non sarebbero state recepite nella versione finale delle mappe. Il risultato: una zonizzazione del territorio difforme rispetto a quella concordata, con impatti concreti su aree agricole, boschive e destinate a sviluppo locale.
Il TAR ha confermato questa ricostruzione. Dalla documentazione processuale emerge infatti che: le modifiche proposte dal Comune erano state in buona parte approvate in sede tecnica; la cartografia trasmessa al Ministero non era stata aggiornata di conseguenza; il decreto ministeriale ha recepito tali errori, cristallizzando una rappresentazione non corretta del territorio.
Per il collegio, la vicenda configura un chiaro difetto di istruttoria, vizio che rende illegittimo il provvedimento amministrativo.
“La zonizzazione adottata non corrisponde a quella concordata tra le amministrazioni coinvolte”, rilevano i giudici, sottolineando come lo stesso Ministero non abbia contestato l’errore e abbia anzi ammesso che il procedimento è ancora suscettibile di modifiche.
Di conseguenza, il TAR ha disposto l’annullamento del decreto limitatamente alla parte che riguarda il territorio del Comune di Castello del Matese, lasciando invece intatto il resto della perimetrazione provvisoria. La sentenza impone al Ministero di rivedere la perimetrazione nella porzione contestata, esercitando nuovamente il proprio potere decisionale.
Resta quindi aperta la fase di definizione definitiva del Parco Nazionale del Matese, già segnata da tensioni tra esigenze di tutela ambientale e interessi locali. Il giudice amministrativo, pur non entrando nel merito delle scelte di pianificazione, richiama con forza la necessità di un procedimento rigoroso, trasparente e coerente con gli esiti dell’istruttoria tecnica.
La pronuncia rappresenta un passaggio significativo nella costruzione del Parco: un richiamo formale alla correttezza procedimentale che potrebbe incidere anche sulle future decisioni relative alla delimitazione definitiva dell’area protetta.
















