La vittoria o la sconfitta viene decisa dalla capacità di lottare come squadra fino all’ultimo centimetro, fino all’ultimo istante della partita, questo fa la differenza tra il successo e il fallimento.
Questo è il senso del celebre discorso che un magnifico Al Pacino, nei panni dell’allenatore Tony D’Amato, pronunciò alla sua squadra nel film «Ogni maledetta domenica»; oggi diventato una vera metafora motivazionale.
Esattamente quanto successo sabato nella gara contro i romagnoli del Forlì, perché la forza del gruppo supera sempre il talento individuale. Crederci sempre, ogni istante, tutti insieme fino alla fine è stata la molla che ha portato il Campobasso a vincere una gara giocata decisamente al di sotto delle proprie possibilità.
Con questa vittoria, la quinta delle ultime sei disputate, la squadra, benché in coabitazione con il Pineto, consolida il quarto posto in classifica, continuando così una marcia trionfale difficilmente ipotizzabile ad inizio campionato. Un sogno da troppi anni lontano dalle pendici del Monforte.
Come già scritto non è stata una delle migliori prestazioni offerta dai nostri i quali, dopo le convincenti prove contro la Ternana, l’Arezzo (anche se sfortunata) e la Sambenedettese, sono sembrati stanchi e privi di idee.
Il gioco dei rossoblù, soprattutto nella zona centrale del campo, è stato lento se non a tratti compassato, privo di grinta e d’inventiva; troppe volte in difficoltà nei confronti del buon fraseggio avversario.
Poco incisivo, anche perché servito poco e male, è risultato il lavoro del reparto offensivo; in 90 minuti ha prodotto una sola azione degna di finire sul taccuino.
Di grande spessore è invece stata la prestazione del blocco difensivo, più volte determinante nel neutralizzare gli assalti avversari.
Provvidenziali le correzioni apportate da Mister Zauri con gli innesti di: “Soldatino junior” Di Livio, che ha fornito al centrocampo muscoli ed equilibrio; “Infrangibile” Cristallo, decisiva la sua corsa e spinta sulla fascia; “Achille” Padula e “Sarrdina” Sarr, che hanno dotato il fronte offensivo di freschezza e movimento.
Non è mancata la giusta dose di fortuna, quanto mai provvidenziale per schermare l’ottima prova espressa dai biancorossi romagnoli che, in tutta onestà, avrebbero meritato ben altro risultato; forse è mancato quel pizzico di umiltà che gli avrebbe permesso di portare a casa almeno un punticino.
Il match infatti, che ha visto gli avversari avere tra i propri piedi quasi sempre il pallino del gioco, sfiorando tra l’altro più volte il gol del vantaggio – traversa docet – ha cambiato la sua inerzia solo al suo tramonto quando il Campobasso, più dell’avversario, ha creduto nella vittoria finale, siglando nel cuore dell’extra time le reti della vittoria. La prima al 90+2′ con il bel piattone di Lancini; e il raddoppio al 90+7′ con la spettacolare sforbiciata volante di “Sarrdina” Sarr, alla sua prima firma in rossoblù.
I grandi risultati passano anche e soprattutto attraverso queste gare spigolose ma fortunate.
Non se la prendano gli amici di Forlì, ma agli occhi belli dell’ideale Eulalia Torricelli, preferiamo le guance rosse della concreta Concetta di Mascione…
Noi gente molisana si guarda al sodo, lo si capisce guardando l’instancabile lavoro svolto della Curva Nord “Michele Scorrano”, questa volta non solo sui gradoni ma anche nei meandri della città, impegnata nella raccolta firme per la petizione “Per un calcio giusto e popolare”; sostanza e forma, passione e sostegno (voto 10).

Malgrado l’opaca prestazione, la squadra, per la tigna finale dimostrata, merita comunque la sufficienza (voto 6).
I top: “Tantaroba” Tantalocchi (voto 6,5), ancora una volta si è dimostrato determinante con due decisive parate; “Sarrdina” Sarr (voto 6,5), bellissimo il suo gesto tecnico-atletico in occasione del raddoppio; Lancini (voto 7), perfetto nella fase difensiva, efficace e ancora decisivo nelle sortite offensive, finalmente è tornato il forte calciatore visto a Palermo e Pescara.
I flop: “Ruralissimo” Bifulco (voto 5,5), premiato nel pre-partita come migliore giocatore del mese Sky Wifi, è apparso stanco e sempre lontano dal fuoco del gioco; “Galattico” Gala (voto 5), si è fatto notare solo per l’inutile, immancabile (seconda in due partite), ammonizione per proteste; “Cum grano” Salines (voto 5), un calciatore esperto come lui non può e non deve ricevere un’espulsione tanto ingenua, quanto inutile.
Infine Mister Zauri, il cui operato sia per gli accorgimenti tecnici che hanno di fatto cambiato l’inerzia della partita sia per la professionalità dimostrata in conferenza stampa, merita un giudizio più che positivo (voto 6,5).
A proposito dell’urticante situazione venutasi a creare nelle ultime ore tra la Società e la stampa sportiva locale, fermo restando il rispetto dei propri ruoli, ci piace tramontare questo scritto, così come è albeggiato, con una frase tratta dal discorso dell’allenatore Tony D’Amato: “O noi risorgiamo adesso come collettivo o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi. È tutto qui” …
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