Le parole non sono mai neutre: raccontano il mondo, ma allo stesso tempo lo costruiscono. Possono diventare strumenti di esclusione oppure leve di trasformazione sociale.
È da questa consapevolezza che nasce “Le parole per dirlo”, l’iniziativa promossa dal Centro Antiviolenza Marielle Franco – gestito dall’associazione Ponte Donna –, in programma venerdì 17 aprile sul litorale laziale, a Nettuno, a partire dalle ore 9.15.
L’evento si propone come un momento pubblico di riflessione e azione sul legame tra linguaggio e violenza. Non solo quella fisica, ma anche quella più sottile e pervasiva che passa attraverso le parole, gli stereotipi e le narrazioni dominanti.
Una violenza sistemica, che attraversa corpi, relazioni e istituzioni, e che può essere smontata soltanto attraverso un cambiamento culturale profondo.
Al centro della giornata ci sarà la volontà di “abitare lo spazio pubblico” con consapevolezza: portare in strada voci, esperienze e pratiche di chi ogni giorno lavora per contrastare la violenza e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sul consenso e sulla libertà. La piazza diventerà così un luogo vivo di confronto, con attività, interventi e laboratori che coinvolgeranno scuole, associazioni e realtà del territorio.
L’iniziativa punta anche sull’educazione al linguaggio inclusivo come strumento concreto di prevenzione. “Imparare a nominare le identità, educare all’ascolto e al rispetto è il primo passo per cambiare le relazioni”, sottolineano le organizzatrici.
Un messaggio che si inserisce in un dibattito sempre più attuale, anche a livello nazionale, dove cresce l’attenzione verso il ruolo del linguaggio nella costruzione delle disuguaglianze di genere.
Tra le realtà partecipanti ci sarà anche l’associazione molisana Me Too, impegnata da anni sui temi dei diritti e del contrasto alla violenza. La presenza di realtà provenienti da altri territori rafforza il valore dell’iniziativa, che ambisce a creare una rete più ampia di collaborazione.
Proprio da questo primo appuntamento potrebbe nascere un protocollo d’intesa tra il Centro Antiviolenza Marielle Franco e Me Too con l’obiettivo di strutturare interventi condivisi e duraturi. “Un coinvolgimento importante”, lo definisce Pasqualino De Mattia, sottolineando il valore di fare rete per incidere in modo concreto sul territorio.
“Le parole per dirlo” non sarà solo un evento, ma un atto collettivo: un modo per affermare che la violenza patriarcale si combatte anche – e soprattutto – con la cultura, l’educazione e la solidarietà. Un invito aperto alla cittadinanza a partecipare, prendere parola e contribuire alla costruzione di una società più libera e inclusiva.













