Un inquietante ritrovamento scuote il territorio tra Alfedena e le aree limitrofe del Parco: diverse carcasse di lupo appenninico sono state rinvenute in più punti, facendo scattare un’indagine della Procura di Sulmona. Gli inquirenti ipotizzano i reati di uccisione di animali e di specie particolarmente protette.
A coordinare l’inchiesta è il procuratore capo Luciano D’Angelo, intervenuto dopo una serie di segnalazioni ravvicinate.
L’episodio più grave è stato registrato proprio ad Alfedena, in località San Francesco, dove i guardiaparco hanno scoperto quattro esemplari senza vita durante un’attività di monitoraggio. Le operazioni si sono svolte anche con il supporto di unità cinofile antiveleno, impegnate nella ricerca di esche tossiche disseminate sul territorio.
Il fenomeno, però, non si limita a un singolo episodio. Nei giorni precedenti, altri animali protetti erano stati rinvenuti morti a Pescasseroli, mentre ulteriori casi analoghi sono emersi anche a Palena, in provincia di Chieti. Un quadro che lascia ipotizzare un’azione sistematica.
Tutte le carcasse sono state poste sotto sequestro e trasferite per essere sottoposte ad accertamenti tecnici. Le analisi tossicologiche sono state affidate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che dovrà verificare la presenza di sostanze velenose, tra cui la stricnina, oppure escludere eventuali cause naturali o patologie
infettive.
Una prima valutazione veterinaria effettuata sul posto, tuttavia, sembrerebbe già indirizzare le indagini verso l’ipotesi dell’avvelenamento.
Gli accertamenti sono ora nelle mani dei carabinieri forestali, chiamati a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e a individuare eventuali responsabili di quello che potrebbe configurarsi come un grave attacco alla fauna protetta del territorio.

















