I gravissimi casi di avvelenamento (i primi risultati delle analisi svolte indicherebbero pesticidi usati in agricoltura) di esemplari di Lupo (Canis lupus) nell’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise si stanno rivelando una vera e propria strage: diciotto Lupi uccisi, un esemplare di Volpe (Vulpes vulpes) e un esemplare di Poiana (Buteo buteo), rinvenuti nei territori comunali di Alfedena, di Pescasseroli, di Bisegna e di Barrea (AQ).
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, quindi, inoltrato in proposito (24 aprile 2026) una nuova (dopo quella del 17 aprile 2026) denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona.
Coinvolti anche il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise e i Carabinieri Forestale.
Nel contempo sono state ancora segnalate, come già nei giorni scorsi, alcune pagine presenti sul social network Facebook ove sono presenti numerose demenziali dichiarazioni a favore e istigatrici del bracconaggio ai danni del Lupo.
Tale pessimo clima è stato oggettivamente favorito dalle procedure comunitarie di declassamento del livello di protezione del Lupo – il primo fattore di contenimento degli ungulati (la sua dieta è composta per circa la metà, il 49%, dalla predazione sul Cinghiale e per un altro quarto, il 24%, dalla predazione sul Capriolo) – a cui rapidamente l’Italia si è adeguata.
Infatti, con la pubblicazione il 21 gennaio 2026 sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale 6 novembre 2025, che modifica il D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i., di recepimento della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, la fauna e la flora, il Lupo in Italia passa ufficialmente da specie “rigorosamente protetta” a “specie di interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione”.
Eppure non si tiene conto del fatto che la consistenza della popolazione italiana è già falcidiata da bracconaggio e incidenti stradali, stimata in una media di circa 328 esemplari all’anno (dati La mortalità del lupo in Italia nel periodo 2019 – 2023, a cura di Io non ho paura del lupo APS, nov. 2025).
Il GrIG ribadisce il pieno sostegno all’attività dell’Autorità e della Polizia giudiziarie finalizzate a individuare le responsabilità di simili ignobili atti delinquenziali ai danni della fauna selvatica e del Lupo in particolare, riservandosi ogni futura azione in sede giudiziaria nei confronti di chi sarà individuato quale autore.
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