Giovedì 7 maggio Macchia d’Isernia si trasformerà in un piccolo crocevia internazionale, dove lingue, culture e storie diverse si intrecceranno nel segno dell’Erasmus+. Il borgo molisano, solitamente tranquillo e raccolto, diventerà per un giorno teatro di una mobilità che promette di lasciare un segno ben oltre la sua breve durata.
Protagonista dell’iniziativa è IVRBook – Inclusive Virtual Reality Book, progetto triennale finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ che riunisce partner di Francia, Germania, Grecia, Romania, Spagna, Turchia e Italia. A rappresentare il nostro Paese saranno gli studenti dell’I.C. San Giovanni Bosco di Isernia, parte attiva di un partenariato internazionale incentrato sui temi dell’inclusione e sui valori fondanti dell’Unione Europea.
L’arrivo delle delegazioni sarà accompagnato dall’accoglienza della comunità locale e delle istituzioni, in un contesto che va oltre la formalità dell’incontro ufficiale. Macchia d’Isernia si proporrà come un’aula diffusa, un luogo in cui il territorio stesso diventa strumento di conoscenza e dialogo interculturale.
Nel corso della giornata, gli studenti attraverseranno vicoli e spazi del borgo, entreranno in contatto con gli abitanti e scopriranno luoghi lontani dai percorsi turistici tradizionali. Un’esperienza diretta e immersiva che punta a restituire un’immagine autentica del territorio e a favorire la nascita di connessioni tra realtà diverse.
Accanto ai momenti di esplorazione non mancheranno attività laboratoriali, giochi e occasioni di confronto tra i partecipanti, pensati per stimolare la collaborazione e la condivisione. La giornata si concluderà con un pranzo collettivo, durante il quale le tradizioni culinarie locali diventeranno ulteriore occasione di scambio.
L’iniziativa dimostrerà come, anche in poche ore, possano nascere legami significativi e duraturi. Macchia d’Isernia mostrerà così che il valore di un’esperienza non si misura nella sua durata, ma nella sua intensità: quando un territorio sceglie di raccontarsi con autenticità, l’interculturalità trova naturalmente il suo spazio.













