Nessuno se l’è ricordato, neppure io che normalmente cammino all’indietro per scoprire e raccontare i fatti della nostra storia. E la dimenticanza o distrazione che si voglia potrebbe ritenersi anche cosa irriverente e quindi grave.
Ieri col freddo oltre il portone di casa ho ripreso casualmente tra le mani, come mi capita ogni tanto, il libro del Prof. Francesco Sabatini “La Regione degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo” per sfogliarlo e soffermarmi su qualche pagina dove gli occhi prestano attenzione.
Ebbene, a pagina 226 Sabatini, tra i vari personaggi del posto che descrive, ricorda quello forse più importante e reso famoso dalla propria idea che riuscì a trasformare e sostenne con vigore per cambiare la realtà sociale ed economica e quindi il riscatto delle nostre popolazioni legate alla grama vita di montagna: la costruzione della linea ferroviaria Sulmona-Carpinone. L’opera colossale, caratterizzata da arditi ponti e gallerie, diede inaspettatamente il primordiale e forte impulso alla nascita dell’economia turistica, che soppiantò quella pastorale e della esigua agricoltura d’alta quota.
Giuseppe Andrea Angeloni, nacque a Roccaraso il 26 febbraio 1826. E qui l’occhio, diventato per l’effetto una calcolatrice, giunge a questo anno, totalizzandone 200 di anni trascorsi.
La riflessione impone di estendere il pensiero a tanti avvenimenti che in cifra centenaria spingono gli uomini a celebrare un qualsiasi personaggio diventato famoso o un avvenimento che ha caratterizzato la vita di una comunità. E allora non possiamo non rimproverarci, noi abitanti di Roccaraso in primis, ma anche quelli degli Altopiani, fino ad arrivare a tutte le comunità poste lungo il percorso della ferrovia, di aver ignorato questa data che avrebbe dovuto costituire il momento del ricordo dell’Onorevole, peraltro ricorrentemente citato allorquando si è parlato della preziosa “linea” da lui tracciata e che non riuscì a vedere completata perché terminò la sua esistenza prima dell’inaugurazione del 1897.
Con la ferrovia la vita di queste popolazioni cambiò radicalmente, le comunicazioni con i grandi centri urbani divennero agevoli sopprimendo la vita delle diligenze; e per quello che riguarda Roccaraso, Rivisondoli e Pescocostanzo i primi viaggiatori che giunsero portarono con loro quegli attrezzi cornuti e impattati con due bastoncini d’avellano, che sciolti dei lacci, sulla neve consentirono di scivolarci sopra e dare il via a quella attività sciistica e turistica che diede ad ognuno di noi un benessere sconosciuto e altamente gratificante.
Non c’è stato un convegno, non un articolo di giornale, non un’apparizione sui vituperati social, non un segno tangibile da lasciare ai posteri; neppure le Ferrovie Italiane lo hanno ricordato.
Il progresso indicibile che l’Onorevole Giuseppe Andrea Angeloni provocò, innanzi tutto al suo paese, con l’ardita

linea ferroviaria, non fu un caso e valore di poco conto. Potrebbe affermare qualcuno che c’è già una lapide apposta sulla parete della stazione ferroviaria il giorno della sua inaugurazione, certo, ma non basta. Quanti convegni si tengono per ricordare alle nuove generazioni uomini e avvenimenti importanti, questo ne potrebbe essere un altro e seppur il giorno della sua nascita è stato in febbraio, peraltro momento caratterizzato dalla frenesia dello sci, siamo ancora nell’anno di riferimento e l’estate si presta molto a divulgare soprattutto ai turisti quella storia locale che istintivamente vorrebbero conoscere del luogo frequentato. Interessare la Fondazione delle Ferrovie Italiane, perché ricca di documenti in merito e affidare al suo presidente l’eloquenza necessaria, sarebbe cosa saggia e meritevole.
Ho gettato un’altra pietra nello stagno e le circonferenze incominceranno a susseguirsi, ma non so se servirà per fare accadere qualcosa. Una cosa è certa, che Giuseppe Andrea Angeloni è stato l’uomo più importante che Roccaraso abbia avuto tra i suoi figli e il suo mito ha varcato i confini fino a portare benessere almeno da Sulmona ad Isernia.
Ugo Del Castello



















