Nel versante molisano del Parco Nazionale del Matese c’è chi lo definisce già il “Don Chisciotte del Matese”. È l’avvocato Virgilio Romano, legale di Cantalupo nel Sannio, diventato negli ultimi mesi il simbolo della protesta di allevatori, agricoltori e operatori del territorio contro la perimetrazione provvisoria del Parco nazionale.
Una battaglia iniziata quasi in solitaria, tra esposti, lettere alle istituzioni e richieste di intervento rimaste a lungo senza risposta. Oggi però attorno a Romano si è raccolto un intero fronte composto da aziende agricole, allevatori e residenti dell’area matesina che denunciano difficoltà sempre più pesanti per chi vive e lavora in montagna.
Dai pascoli devastati dai cinghiali agli attacchi dei lupi al bestiame, fino alle limitazioni imposte nelle aree agricole e montane: il timore di molti è che le nuove regole possano mettere in ginocchio un comparto già fragile.
E mentre il caso arriva fino al Quirinale, con una lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l’avvocato Romano continua la sua sfida contro quello che definisce “un rischio concreto per la sopravvivenza del territorio matesino”.
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Qui la lettera inviata al Capo dello Stato Sergio Mattarella












