Il noto regista romano, Riccardo Milani, ha la capacità di riportare sul grande schermo tematiche sociali e arrivare agli spettatori attraverso un linguaggio leggero, ma capace di sensibilizzare il pubblico circa argomenti impegnativi che se venissero affrontati in maniera diversa non riuscirebbero a raggiungere una platea così numerosa ed eterogenea.
Guardando alla sua produzione più recente potrei pensare ad una trilogia, iniziando dal primo lavoro in cui si parla del calo delle nascite e della conseguente chiusura delle scuole. Questo, infatti, è il filo conduttore della pellicola, che ha fatto registrare un record di incassi, con le bellissime scene ambientate nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ed in particolare ad Opi, ribattezzata nel film con lo pseudonimo di Rupe.
Dopodiché è stata la volta dell’ ecologia e della compatibilità tra gli insediamenti turistici e l’ ambiente incontaminato di posti stupendi. Per questa ragione le scene sono state girate in Sardegna prendendo a pretesto la storia vera di un anziano pastore che non cede alle proposte allettanti di un imprenditore che vorrebbe in cambio di molti soldi acquisire i suoi terreni per costruirci sopra un villaggio vacanze. Mentre il prossimo film, interamente girato in Molise, prende spunto da episodi accaduti, alcuni dei quali vissuti personalmente dal regista, nel travagliato campo della sanità. Nella giornata di venerdì le riprese sono state effettuate a Scapoli, un borgo rurale nel cuore di un paesaggio ameno, ai piedi delle Mainarde.
Protagonisti, oltre ad Antonio Albanese e a Virginia Raffaele che avevamo visto recitare insieme in “Un mondo a parte” ci sono i due comici napoletanti Francesco Paoloantoni e Biagio Izzo, entrambi molto popolari. Il cast si avvale della presenza del grande Leo Gullotta.
Personalmente ho avuto la possibilità di partecipare alle riprese nel ruolo di comparsa vestito da zampognaro. Oltre al sottoscritto c’erano molti figuranti venuti da tutta la regione, la maggior parte dei quali abili suonatori dello strumento popolare del quale Scapoli è stata eletta capitale.
Devo dire che ho vissuto una bella esperienza, anche se alla fine un po’ estenuante per via delle numerose volte in cui si sono dovute ripetere le scene. Per una volta mi sono sentito anch’io protagonista, insieme ai veri attori, anche loro in costume tradizionale, i quali si sono molto divertiti a interpretare la parte degli zampognari. Mentre la simpatica Virginia Raffaele, tra le altre persone in abito folcloristico, si impegnava a strofinare la canna per far uscire dal putipù il suo caratteristico suono durante la sfilata dei suonatori di zampogna.
Aspettiamo quindi l’uscita del film, prevista per natale 2026, per goderci tutte le scene.
Piergiorgio Rocci













