A Villa Santa Lucia degli Abruzzi, piccolo comune montano dell’Aquilano con poco più di un centinaio di abitanti, esplode il caso sulle ultime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026.
Dino Rossi, candidato sindaco della lista “Forza Nuova”, ha presentato una formale denuncia-querela alla Procura della Repubblica chiedendo di fare piena luce su presunte irregolarità che, a suo dire, avrebbero alterato l’esito del voto.
Rossi, residente a Ofena e sconfitto per un solo voto nella corsa al Consiglio comunale, punta il dito contro una serie di episodi che definisce “di estrema gravità”, sostenendo che abbiano compromesso la libertà e la genuinità della consultazione elettorale. Sindaco eletto è risultato Antonio Paride Ciotti.
Secondo quanto riportato nell’esposto, durante le operazioni di voto sarebbero avvenuti episodi di propaganda elettorale abusiva all’interno dei locali comunali. Il seggio, infatti, era stato allestito in ambienti confinanti con l’Ufficio Anagrafe, separati soltanto da una porta interna.
Proprio in quegli spazi, denuncia Rossi, sarebbe stata svolta attività di promozione elettorale a favore di due liste civiche ritenute vicine alla compagine vincitrice.
Tra i fatti segnalati vi sarebbe anche la consegna di fac-simile di schede elettorali con indicazioni di voto. Alcuni cittadini, recatisi negli uffici comunali per il rinnovo o il ritiro della tessera elettorale, avrebbero ricevuto materiale con precise preferenze suggerite a favore della coalizione avversaria.
L’episodio più grave, secondo il candidato di “Forza Nuova”, riguarderebbe però un presunto scambio di voto. Nell’esposto si parla di messaggi e comunicazioni telematiche attribuite a un dipendente comunale che si sarebbe offerto di accompagnare al seggio un elettore fuori sede, prospettando in cambio una ricompensa o altra utilità legata alla preferenza da esprimere in cabina elettorale. Rossi sostiene che esistano file audio e screenshot in grado di documentare tali condotte.
Nella denuncia vengono richiamati i principi costituzionali sulla libertà e segretezza del voto, oltre alle norme contenute nel D.P.R. 570 del 1960 e agli articoli del Codice Penale che tutelano la regolarità delle consultazioni pubbliche. Rossi sottolinea inoltre come, in un comune con circa cinquanta votanti effettivi, uno scarto di appena un voto renda potenzialmente decisiva qualsiasi pressione o irregolarità.
Con la querela, il candidato chiede alla Procura di acquisire il materiale informatico, identificare i responsabili e valutare eventuali ipotesi di reato. Viene inoltre sollecitata la trasmissione degli atti alle autorità competenti affinché possano essere presi in considerazione eventuali provvedimenti di invalidazione o annullamento delle elezioni comunali.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’amministrazione comunale o dei soggetti chiamati in causa. Saranno ora gli accertamenti dell’autorità giudiziaria a verificare la fondatezza delle accuse contenute nell’esposto.













