In generale quel due giugno del 1946 al Sud fu la Monarchia a prevalere e così anche nella Provincia de L’Aquila dove a fronte di 223.354 elettori, votarono per la Repubblica 84.611 (46,75%) e per la Monarchia 96.487 (53,28%).
E sui nostri Altopiani? Ecco i risultati dei tre Comuni: Roccaraso 722 elettori, Repubblica 198 (39,13%) Monarchia 308 (60,87%); Pescocostanzo 1.019 elettori, Repubblica 159 (19,34%) Monarchia 663 (80,66%); Rivisondoli 744 elettori Repubblica 257 (39,78%) Monarchia 389 (60,22%). Quindi tutto in linea con quello che fu anche il risultato dell’Abruzzo.
Pescocostanzo surclassò gli altri due paesi pur non avendo vissuto la frequenza dei Reali di Savoia. A Rivisondoli il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena nell’inverno del 1913 alloggiarono all’Appennini’s Hotel, che diventò l’Albergo Reale e la strada adiacente fu dedicata alla Regina Elena.
Mentre a Roccaraso, per via dello sci i Savoia divennero di casa. Già nel 1906 la Regina Elena con i suoi figli visitò il paese ed in particolare restò sorpresa di trovare all’interno della Terra Vecchia, il cuore millenario del paese, la chiesetta di San Nicola al quale santo era particolarmente legata per via della sua origine montenegrina e dell’aver abiurato la religione ortodossa prima di sposarsi nella chiesa di San Nicola a Bari. Trascorsa la 1^ Guerra Mondiale il primo ad arrivare a Roccaraso per praticare lo sci fu il giovanissimo figlio Umberto e a seguire per tutti gli anni Venti la sorella Giovanna.
L’assidua frequenza di Umberto, Principe di Piemonte, divenne per i roccolani quasi una vicenda normale, non c’era inverno in cui il Principe non saliva da Roma e da Napoli per sciare. Non è azzardato affermare che divenne uno di noi, anche perché fu lui a suggerire di costruire la slittovia del Monte Zurrone, il primo impianto di Risalita di Roccaraso, al posto di una funivia che comportava una spesa considerevole.
Aveva visto questo impianto a Cortina e così anche Roccaraso se ne dotò. Umberto venne a Roccaraso per l’ultima volta a luglio del 1943, quando si recò a Rivisondoli a far visita a un gruppo di ufficiali dell’Esercito, lì stanziati per un campo estivo di esercitazioni.
Verso la metà degli anni settanta la moglie di Gianni Scapagnini si recò in Spagna, dove per un avvenimento di vita mondana era giunto anche il Re in esilio a Cascais. La signora fu presentata dall’organizzatore, il conte Tommaso Leonetti, e si rivolse al Principe ricordandogli che il marito faceva parte del gruppo dei pionieri dello sci napoletano con il quali lui spesso amava sciare sulle nostre piste. Il Principe l’abbracciò, si commosse e sussurrò con gli occhi umidi: Gianni, Mario, Emilio…Roccaraso.
Durante la cena Umberto ricordò i suoi trascorsi roccolani, quando alloggiava all’Albergo Savoia e dove aveva trascorso i giorni di fine anno con la Principessa Maria Josè prima di convolare a nozze. Chiuse il discorso affermando: “Roccaraso la porto nel cuore”.
Ecco, una cosa è certa, non si può rimproverare alla nostra gente di aver votato la Monarchia al Referendum del 2 giugno del 1946. Qui la monarchia era stata ben presente.
A Roccaraso prima che l’esercito tedesco la facesse saltare in aria avevamo: l’Albergo Savoia, l’Albergo Reale, l’Albergo Principe, l’Albergo Palace Regina, il Rifugio Principessa Giovanna; oltre a Largo Luigi di Savoia e Piazza Regina Elena. Insomma in quei primi giorni di giugno, sia pure tra una distesa inerme di macerie procurate dall’esercito tedesco, aleggiava vivo il ricordo di un felice periodo trascorso con la Monarchia, che non poteva essere dimenticato, tanto fu l’impulso conferito alla crescita della nostra attività turistica Ugo
Ugo Del Castello
















