Ci sono realtà che vanno ben oltre il semplice significato di associazione culturale. Diventano custodi della memoria di un territorio, ambasciatrici di una Regione e simboli capaci di attraversare il tempo senza perdere la propria anima.
È il caso del Gruppo Folk “Ru Maccature” di Carpinone, che oggi festeggia uno straordinario traguardo: 55 anni di attività al servizio della cultura popolare e dell’identità molisana.
Cinquantacinque anni raccontati attraverso il suono degli organetti, il ritmo delle danze, i colori dei costumi tradizionali e l’entusiasmo di generazioni intere che hanno trovato nel gruppo non soltanto uno spazio artistico, ma una vera scuola di vita.
Una storia che appartiene certamente ai protagonisti che l’hanno costruita giorno dopo giorno, ma che è anche patrimonio di un intero paese e, più in generale, di tutto il Molise.
Nato nel 1971 con il nome di “Gli Usignoli della Pentria”, il sodalizio carpinonese ha saputo crescere, evolversi e conquistare palcoscenici prestigiosi ben oltre i confini regionali.
Nel corso dei decenni, “Ru Maccature” ha rappresentato il Molise in numerose manifestazioni nazionali e internazionali, raccogliendo riconoscimenti e apprezzamenti in Italia e in Europa e trasformandosi in uno dei più autorevoli interpreti del folklore italiano.
Ma il contributo del gruppo non si è limitato a portare il nome di Carpinone nel mondo. Con lungimiranza e spirito di accoglienza, è riuscito anche a fare il percorso inverso: portare il mondo a Carpinone.
Attraverso il Festival Internazionale del Folklore, oggi considerato tra gli appuntamenti più apprezzati e seguiti della penisola, il piccolo borgo molisano è diventato negli anni crocevia di popoli, lingue, musiche e tradizioni provenienti dai cinque continenti.
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Un ponte culturale che ha insegnato come l’identità si rafforzi proprio nell’incontro e nel dialogo con l’altro.
Dietro questo lungo cammino ci sono sacrificio, impegno, dedizione e una passione inesauribile. Valori che hanno consentito al gruppo di mantenere viva la propria missione, tramandando usanze e tradizioni alle nuove generazioni e contribuendo a preservare quell’anima autentica che rende unico il patrimonio culturale molisano.
Tra i protagonisti di questa straordinaria avventura c’è Michele Castrilli, che nel 1971, ancora giovanissimo, prese parte alla fondazione del gruppo. Negli anni successivi ne ha assunto la guida, accompagnandolo verso i successi che oggi tutti riconoscono.
“In giorni come questo è naturale fare bilanci di quella che è stata, in tanti anni, la nostra attività“, racconta il presidente Castrilli. Ma la mia soddisfazione più grande è quella di aver avuto l’onore di accogliere tra le fila di ‘Ru Maccature’ più della metà dei giovani del paese. E in cinquantacinque anni sono stati davvero tanti”.
Parole che restituiscono il senso più profondo di questa esperienza: il folklore non come semplice spettacolo, ma come strumento di aggregazione, crescita e appartenenza. Intere generazioni di carpinonesi hanno trovato nel gruppo amicizie, insegnamenti e occasioni di confronto, contribuendo a rendere “Ru Maccature” una vera famiglia allargata.
Oggi, nel celebrare questo importante anniversario, Carpinone rende omaggio a una delle sue espressioni più autentiche e prestigiose. E con il paese festeggia anche il Molise intero, terra spesso silenziosa ma straordinariamente ricca di storia, talenti e tradizioni che meritano di essere conosciute e valorizzate.
I 55 anni di “Ru Maccature” non rappresentano soltanto una ricorrenza. Sono la testimonianza concreta di ciò che una comunità può costruire quando passione, amore per le proprie radici e spirito di condivisione camminano insieme. Un patrimonio prezioso che continua a guardare al futuro senza dimenticare da dove è partito.
A chi ha fondato il gruppo, a chi ne ha guidato il percorso, a chi ha indossato quei costumi anche solo per una stagione e a chi continua ancora oggi a far battere questo cuore collettivo, va il grazie di un’intera comunità.
Perché la storia di “Ru Maccature” è la storia di Carpinone. Ed è, a pieno titolo, una delle più belle storie del Molise.












