Ad Agnone, dove il suono delle campane accompagna da secoli la vita della comunità, le telecamere della Rai hanno acceso i riflettori su una delle tradizioni più antiche e affascinanti del territorio molisano.
Nel corso del programma, il giornalista Raffaele Di Placido ha raccontato la storia della celebre “Tribù” dei campanari, rappresentata dalla storica famiglia Marinelli, custode di un’arte tramandata di generazione in generazione. Uomini e donne cresciuti tra il fascino del bronzo fuso e il richiamo delle campane, considerate non semplici strumenti musicali, ma autentiche custodi della memoria collettiva, della fede e delle tradizioni popolari, capaci ancora oggi di scandire i momenti più significativi della vita delle comunità.
Il servizio ha dato spazio anche alle testimonianze di sacerdoti e cittadini, chiamati a riflettere sul valore simbolico e spirituale delle campane. Dalla chiamata alla preghiera agli annunci delle feste patronali, fino al loro ruolo nei momenti di gioia e di dolore, le campane continuano a rappresentare un potente elemento identitario e un ponte tra passato e presente.
Tra gli intervistati anche il vicedirettore di Amolivenews, Vittorio Labanca, che ha offerto il proprio contributo per approfondire il legame profondo tra la comunità agnonese e il patrimonio campanario dei Marinelli. Un intervento che ha evidenziato come la cultura delle campane non appartenga soltanto alla dimensione religiosa, ma costituisca una preziosa eredità storica e sociale da custodire e tramandare alle nuove generazioni.
Il racconto televisivo ha così restituito al grande pubblico il volto autentico di Agnone: una terra in cui il rintocco delle campane continua a parlare di identità, appartenenza e memoria, mantenendo vivo un patrimonio che rappresenta un motivo di orgoglio per l’intero territorio.













