La presentazione dell‘Associazione delle Guide Gae del Matese, svoltasi nei giorni scorsi a Bojano, si è trasformata anche in un momento di confronto sul futuro del Parco Nazionale del Matese.
Tra gli interventi finali riservati al pubblico ha suscitato particolare attenzione quello dell’avvocato Virgilio Romano, da tempo impegnato nella contestazione dell’attuale perimetrazione provvisoria del Parco e nella tutela delle ragioni di allevatori e agricoltori del territorio.
Il legale, rivolgendosi al presidente del Comitato di gestione provvisoria del Parco, Andrea Boggia, e al sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale del Molise, Roberto Di Baggio, ha ribadito una posizione che da anni porta avanti con determinazione: il Parco del Matese deve nascere, ma attraverso un modello capace di coniugare salvaguardia ambientale e difesa delle attività tradizionali che hanno plasmato il paesaggio matesino.
Per approfondire i contenuti del suo intervento, abbiamo raggiunto l’avvocato Romano nel suo studio di Cantalupo nel Sannio. Dall’importanza del pascolo e della presenza dell’uomo nelle aree montane fino alla necessità di una gestione condivisa tra Parco e comunità locali, il noto professionista spiega perché, a suo avviso, la tutela del Matese non possa prescindere dal coinvolgimento diretto di chi quel territorio lo vive e lo custodisce ogni giorno.











