C’è un Molise che continua a camminare. Un Molise che conosce il valore dell’attesa, della fatica e del sacrificio. Un Molise che non compare nelle statistiche economiche e che raramente conquista le prime pagine, ma che continua a custodire tradizioni secolari e un patrimonio umano straordinario.
È il Molise dei pastori.
Con questo speciale abbiamo seguito giorno dopo giorno il viaggio della transumanza che da Venafro conduce i greggi verso i pascoli estivi del Matese. Un racconto fatto di passi lenti, di albe consumate lungo i tratturi, di notti trascorse all’aperto e di una dedizione che oggi appare quasi fuori dal tempo.
Protagonista di questo viaggio è Giacomo Berlingieri, 55 anni, originario di Roccamandolfi, allevatore ovicaprino da almeno cinque generazioni. Insieme alla sua famiglia continua a portare avanti un mestiere antico, ereditato dal padre, dal nonno e dal bisnonno, sfidando ogni anno difficoltà sempre più grandi.
Le telecamere hanno documentato ogni fase dello spostamento del gregge: la partenza all’alba dall’azienda di Venafro, il lento attraversamento delle strade trafficate, la salita verso Monteroduni, le soste tra i fontanili di Longano, le notti di guardia sotto le stelle, fino all’arrivo ai pascoli del Matese. Immagini che restituiscono tutta la bellezza di un rito collettivo riconosciuto come patrimonio culturale, ma che troppo spesso viene osservato soltanto nella sua dimensione folkloristica.
Dietro la suggestione della transumanza, infatti, esiste una realtà molto più complessa.
C’è il sacrificio quotidiano di chi si alza prima dell’alba per la mungitura e termina la giornata quando il sole è già tramontato. Ci sono i pericoli della montagna, il timore dei lupi, il freddo improvviso delle quote più alte, le notti insonni trascorse a sorvegliare il gregge. C’è la burocrazia che soffoca un settore già fragile e un’economia che spesso non ripaga il lavoro svolto.
E poi ci sono le famiglie.
Perché nessun pastore affronta questo cammino da solo. Dietro ogni transumanza ci sono mogli che preparano i pasti e condividono rinunce e preoccupazioni; figli che crescono imparando il rispetto per gli animali e il senso della responsabilità; parenti che offrono il proprio aiuto nei momenti più difficili. È una comunità intera che continua a sostenere un mestiere che richiede presenza, disponibilità assoluta e una straordinaria capacità di adattamento.
Guardando Giacomo e suo figlio Fernando, sedicenne, accompagnare seicento pecore lungo i sentieri del Matese, viene naturale chiedersi quanta determinazione serva oggi per scegliere di restare. Per continuare a fare un lavoro che molti abbandonano, non per mancanza d’amore, ma perché sempre più difficile da sostenere.
Forse la parola giusta è proprio questa: resistenza. Oseremmo dire persino eroismo. Non quello celebrato dai riflettori o dagli applausi, ma quello discreto e ostinato di uomini e donne che, ogni giorno, si assumono il peso di custodire un’identità antica. Persone che continuano a credere nel valore del proprio lavoro anche quando il mondo sembra correre in un’altra direzione.
Questo speciale non racconta soltanto il trasferimento di un gregge verso i pascoli estivi. Racconta una scelta di vita. La dignità del lavoro. Il legame profondo con la terra d’origine. La memoria di chi non c’è più e il desiderio di trasmettere ai figli un sapere che rischia di scomparire.
Finché ci sarà qualcuno disposto a percorrere questi sentieri, la transumanza non sarà soltanto il ricordo di un passato lontano. Continuerà ad essere il battito vivo di una civiltà che, nonostante tutto, resiste.











