Una legge regionale che definisca in tempi rapidi le aree realmente idonee all’installazione di impianti fotovoltaici ed eolici. È questa la richiesta che Coldiretti Molise rivolge con forza alla Regione, nel timore che l’espansione incontrollata delle energie rinnovabili possa trasformarsi in una minaccia per il patrimonio agricolo del territorio.
L’organizzazione agricola non mette in discussione la necessità di accelerare la transizione energetica né l’importanza di aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili. Al contrario, sottolinea come tale processo debba essere governato con equilibrio, evitando che a pagarne il prezzo siano i terreni destinati alla produzione alimentare.
«Non possiamo permetterci di sottrarre altra terra alla produzione di cibo», afferma il presidente regionale di Coldiretti Molise, Claudio Papa. «Anche perché il Molise, secondo gli ultimi dati Eurispes, produce già circa il doppio dell’energia che consuma, senza che questa situazione abbia determinato benefici concreti per le imprese e per i cittadini della nostra regione».
Un dato che, secondo Coldiretti, rende ancora più urgente una pianificazione attenta. Sul territorio molisano, infatti, continuano ad arrivare numerose richieste di autorizzazione per la realizzazione di grandi parchi eolici e fotovoltaici su suoli agricoli.
«Assistiamo a una vera e propria corsa all’accaparramento dei terreni», denuncia il vicepresidente regionale Adamo Spagnoletti. «Agli agricoltori vengono offerte somme molto elevate per concedere in affitto i propri appezzamenti. Questo fenomeno sta alterando il mercato fondiario, facendo lievitare i prezzi degli affitti e delle compravendite e creando pesanti ripercussioni su tante aziende agricole che, tra enormi difficoltà e spesso operando sotto i costi di produzione, continuano a garantire cibo sano, genuino e di qualità all’intera collettività».
La posizione di Coldiretti non è di chiusura verso le rinnovabili, ma di netta contrarietà ai grandi impianti che, a suo avviso, finirebbero per avvantaggiare soprattutto gruppi energetici esterni al territorio.
«Non siamo contrari alle energie pulite», precisa il direttore regionale Franco Dell’Acqua. «Riteniamo però che il futuro debba puntare sull’agrisolare, attraverso l’installazione di pannelli sui tetti delle strutture aziendali, e sugli agrivoltaici avanzati, capaci di coniugare produzione energetica e continuità dell’attività agricola. Soluzioni che possono rappresentare una reale integrazione del reddito per gli imprenditori agricoli senza compromettere la vocazione produttiva delle campagne».
L’appello alla Regione è quindi quello di adottare rapidamente una normativa chiara e condivisa, capace di individuare le aree compatibili con lo sviluppo delle rinnovabili senza sacrificare l’identità agricola del Molise.
E Coldiretti lancia già un monito: qualora le scelte future dovessero compromettere la destinazione agricola di vaste porzioni del territorio regionale, il sindacato è pronto alla mobilitazione.
«Se la definizione delle aree idonee dovesse tradursi in uno snaturamento della vocazione agricola del Molise – conclude Papa – ci opporremo con determinazione, mettendo in campo ogni iniziativa sindacale necessaria per fermare quella che considereremmo una vera aggressione ai danni della nostra agricoltura e del nostro territorio».














