La valorizzazione del patrimonio culturale immateriale come leva di sviluppo territoriale, il recupero dell’identità dei borghi e la costruzione di nuove reti tra comunità, istituzioni e operatori culturali. Sono questi i temi al centro della settimana conclusiva di “Tracce – Un tratturo in comune”, progetto finanziato nell’ambito del PNRR che dal 25 al 29 giugno 2026 trasformerà Santa Croce del Sannio in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla rigenerazione culturale delle aree interne.
L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del Bando Borghi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”, ha individuato nel Regio Tratturo Pescasseroli-Candela, storico asse della transumanza riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il principale elemento di connessione tra memoria, innovazione e sviluppo locale.
Il progetto vede il Comune di Santa Croce del Sannio come soggetto capofila e la Fondazione Popoli e Territori ETS impegnata nell’organizzazione degli eventi finali, in collaborazione con associazioni, partner europei, università e realtà del terzo settore.
Negli ultimi due anni “Tracce” ha coinvolto cittadini, ricercatori, artisti, operatori turistici e associazioni locali in un percorso partecipato che ha prodotto mappe di comunità, attività educative, laboratori esperienziali e strumenti digitali per la promozione del territorio.
Tra i risultati più significativi figura la piattaforma digitale tracce.cloud, pensata come archivio narrativo e strumento di valorizzazione permanente del patrimonio materiale e immateriale dell’area.
L’obiettivo del progetto va oltre la semplice conservazione della memoria storica: costruire nuove opportunità economiche e culturali attorno ai temi della transumanza, del paesaggio e delle tradizioni locali, rafforzando l’attrattività di un territorio che rappresenta una delle espressioni più autentiche dell’Appennino meridionale.
La settimana finale si aprirà il 25 giugno con il meeting internazionale dedicato a “Pastorizia, Transumanze UNESCO, Beni Immateriali e Sviluppo Integrato del Territorio”, in programma presso la Biblioteca Comunale G. Vitelli.
L’incontro vedrà la partecipazione di rappresentanti della FAO, dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI), esperti del settore agro-pastorale e rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, offrendo un’occasione di confronto sulle prospettive di sviluppo delle aree rurali attraverso la valorizzazione dei patrimoni culturali riconosciuti dall’UNESCO.
Accanto ai temi culturali, spazio anche all’innovazione sociale e ai servizi per le comunità delle aree interne, con la presentazione dei risultati del progetto di telemedicina promosso dalla Croce Rossa Italiana e con gli appuntamenti dedicati all’imprenditorialità rurale.
Il programma propone inoltre numerose attività immersive che mettono al centro il rapporto tra uomo, paesaggio e tradizione.
Passeggiate guidate lungo il tratturo, escursioni a cavallo, trekking, cicloturismo, laboratori sensoriali, mercati di prodotti locali e momenti conviviali offriranno ai partecipanti l’opportunità di vivere direttamente l’esperienza della transumanza e di conoscere il patrimonio naturalistico del territorio.
Particolarmente significativa la giornata del 28 giugno, dedicata al Festival Nazionale della Transumanza UNESCO “Pastore per un Giorno”, che riunirà attività esperienziali, esposizioni multimediali e spettacoli musicali in un format capace di coniugare divulgazione culturale e promozione turistica.
La conclusione del progetto, prevista il 29 giugno, sarà dedicata alla restituzione pubblica delle attività di formazione e ricerca sviluppate nel corso dell’iniziativa, con il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e di altri partner istituzionali.
Un momento che assume un valore strategico nel dibattito nazionale sul futuro dei piccoli comuni e delle aree interne, sempre più considerati laboratori di innovazione territoriale e sostenibilità.
L’esperienza di Santa Croce del Sannio dimostra come gli investimenti del PNRR possano generare percorsi di sviluppo fondati sulla partecipazione delle comunità locali, sulla valorizzazione dei patrimoni culturali e sulla costruzione di nuove forme di economia legate al turismo lento, all’agricoltura e alla cultura.
Con la chiusura di “Tracce”, il borgo sannita non conclude un percorso, ma consegna al territorio una rete di relazioni, strumenti e competenze destinata a proseguire oltre la durata del progetto, rafforzando il ruolo del Regio Tratturo Pescasseroli-Candela come infrastruttura culturale capace di connettere passato e futuro.












