Un viaggio nella storia, nei racconti dei viandanti e nei sapori che per secoli hanno accompagnato mercanti, pellegrini e viaggiatori lungo le strade del Regno di Napoli. È questo il filo conduttore dell’iniziativa promossa dalla Delegazione FAI di Campobasso in programma domenica 28 giugno a Sepino, presso l’Antica Taverna del Principe, in contrada Piana d’Olmo.
L’evento, dal titolo “Il viaggio e il ristoro: storia delle taverne di posta e dei sapori del ‘700”, propone un’immersione in una pagina affascinante della storia del Molise e dell’Italia meridionale, riportando i partecipanti indietro nel tempo, quando le taverne di posta rappresentavano punti nevralgici della mobilità, dell’economia e della vita sociale.
La giornata prenderà il via alle ore 10 con l’accoglienza davanti all’Antica Taverna del Principe. Alle 10.30 Antonio Ialenti guiderà i partecipanti in una visita dedicata alla storia delle antiche taverne di posta, raccontando vicende umane, commerci, passioni e curiosità legate a questi luoghi che per secoli hanno accolto viandanti provenienti da ogni parte del Regno.
Particolarmente significativo il luogo scelto per l’iniziativa. L’Antica Taverna del Principe è infatti una struttura storica le cui origini risalgono al 1720. Nata come stazione di posta per il cambio dei cavalli e il ristoro dei viaggiatori, la taverna acquisì un ruolo fondamentale nel Settecento quando i Borbone inaugurarono la Consolare Sannitica, l’importante arteria che collegava Napoli con Termoli e quindi il Tirreno con l’Adriatico.
Per oltre un secolo il complesso offrì ospitalità e protezione a mercanti, viandanti e corrieri, diventando anche teatro di vicende legate al brigantaggio e alla complessa storia del Mezzogiorno postunitario. La struttura, oggi recuperata e valorizzata, è riconosciuta come bene di interesse storico e testimonia ancora la funzione che svolse lungo le grandi direttrici del viaggio settecentesco.
Alle ore 12 il programma proseguirà con l’intervento di Bruno Paura, che accompagnerà il pubblico in un “breve viaggio nella cucina dell’Appennino tra tradizioni e tradimenti”, esplorando la cultura gastronomica delle aree interne e il modo in cui ricette, ingredienti e abitudini alimentari si sono trasformati nel tempo.
A seguire, alle 13, sarà possibile degustare alcuni piatti tipici della cucina appenninica, in un percorso che intende restituire non soltanto il gusto delle tradizioni locali ma anche il valore culturale del cibo come elemento identitario e strumento di trasmissione della memoria.
Nel pomeriggio è inoltre prevista una visita al Mulino Parente, ulteriore tassello di un itinerario dedicato alla civiltà rurale e produttiva del territorio sepinese.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Fondo per l’Ambiente Italiano nella valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale dei territori, con particolare attenzione a quei luoghi meno conosciuti che custodiscono storie capaci di raccontare l’identità delle comunità.
La scelta di Sepino non è casuale. Considerato uno dei borghi più affascinanti del Molise, il paese conserva testimonianze che attraversano i secoli, dalla città sannita di Terravecchia all’area archeologica romana di Saepinum, tra le meglio conservate dell’Italia centro-meridionale. Un contesto che rende ancora più suggestiva la riscoperta di una taverna di posta settecentesca, luogo simbolo dell’incontro tra persone, culture e percorsi di viaggio.
Per partecipare è obbligatoria la prenotazione entro le ore 18 di giovedì 25 giugno scrivendo alla Delegazione FAI di Campobasso. È previsto un contributo per la degustazione e un contributo FAI differenziato tra iscritti e non iscritti.
Un appuntamento che promette di trasformarsi in un’autentica esperienza culturale, capace di unire storia, paesaggio, gastronomia e memoria in uno dei luoghi più suggestivi dell’entroterra molisano.













