Centoventisei controlli, 76 persone identificate e 27 sanzioni amministrative elevate per un importo complessivo di circa 1.800 euro. È il bilancio dell’attività di vigilanza svolta negli ultimi mesi dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccaraso nelle aree cinofile destinate all’addestramento dei cani da caccia.
Le verifiche hanno interessato le zone utilizzabili dai cacciatori regolarmente iscritti all’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) di Sulmona e sono state finalizzate al rispetto della normativa regionale che disciplina l’attività di addestramento.
Le violazioni contestate riguardano l’articolo 53 della Legge Regionale Abruzzo n. 10 del 2004 e sono state accertate nei confronti di addestratori che svolgevano l’attività in giorni o periodi non consentiti. Le sanzioni amministrative elevate sono state complessivamente 27.
Il comprensorio di Roccaraso rappresenta una delle mete più apprezzate dagli appassionati di cinofilia venatoria grazie alle sue caratteristiche ambientali. Gli altopiani situati oltre i 1.200 metri di quota offrono infatti condizioni particolarmente favorevoli per l’addestramento dei cani: l’assenza di forasacchi, considerati molto pericolosi per gli animali, la vegetazione erbacea non eccessivamente alta e le temperature miti rendono l’area ideale per questo tipo di attività.
Attualmente il territorio dispone di due aree cinofile permanenti di tipo “B”, denominate Piana Aremogna e Cinque Miglia, dove è possibile addestrare i cani da caccia durante tutto l’anno, salvo brevi periodi di sospensione previsti dalla normativa.
Diversa la situazione per le aree cinofile temporanee, che negli anni passati affiancavano quelle permanenti offrendo ulteriori spazi di addestramento in periodi limitati. Per l’anno in corso tali zone non sono state autorizzate dall’ATC di Sulmona a causa di problematiche di carattere ambientale, tuttora oggetto di valutazione.
L’attività di controllo dei Carabinieri Forestali proseguirà anche nei prossimi mesi con l’obiettivo di garantire il rispetto delle regole e la tutela del patrimonio ambientale, assicurando al tempo stesso un corretto utilizzo delle aree destinate all’addestramento dei cani da caccia.













