L’iniziativa conferma la volontà dell’amministrazione comunale di investire nella cultura come strumento di crescita collettiva, trasformando il cinema in un’occasione di partecipazione, confronto e condivisione. Non soltanto proiezioni, dunque, ma momenti capaci di coinvolgere la comunità e stimolare riflessioni sui temi del presente.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Due tempi. Generazioni a confronto”, un percorso che attraversa il rapporto tra età, esperienze e sensibilità differenti. Due opere diverse per linguaggio e stile, ma accomunate dalla capacità di raccontare il dialogo tra passato e presente, memoria e cambiamento, mettendo al centro il valore dell’ascolto reciproco e della comprensione.
La rassegna prenderà il via venerdì 10 luglio alla Villetta Neri. La serata inaugurale inizierà alle 21.00 con un incontro dedicato al cinema che vedrà protagonisti Federico G. Pommier Vincelli, presidente e direttore artistico del MoliseCinema Film Festival, e il giornalista RAI Davide Gambardella. A seguire, alle 21.30, sarà proiettato “Oi vita mia”, il film interpretato dal duo comico Pio e Amedeo.
Il secondo e conclusivo appuntamento è in programma venerdì 28 agosto, quando sarà proiettato “Gioia mia”, diretto da Margherita Spampinato, opera che chiuderà idealmente il percorso dedicato al confronto tra generazioni.
L’obiettivo della manifestazione è quello di valorizzare il cinema non soltanto come forma di intrattenimento, ma come linguaggio capace di creare legami e alimentare il dibattito culturale. Guardare un film insieme significa condividere emozioni, interrogativi e punti di vista, trasformando la visione in un’esperienza collettiva che rafforza il senso di appartenenza alla comunità.
Con questa seconda edizione, MoliseCinema a Rocchetta consolida il proprio ruolo all’interno dell’estate culturale del territorio, grazie alla sinergia tra il Comune di Rocchetta a Volturno, l’Associazione MIA e il MoliseCinema Film Festival. Una collaborazione che punta a coniugare qualità culturale, valorizzazione del territorio e partecipazione dei cittadini, confermando come anche i piccoli centri possano diventare luoghi di produzione e diffusione della cultura.













