Sulmona città che contesta tutto, è ormai diventato un esercizio altamente specializzato e a niente può valere un momento di pubblicità favorito dalla visita, o per meglio dire dall’ospitalità concessa con un po’ di eccesso dalla istituzione cittadina.
A niente vale il detto: Parlatene bene, parlatene male, purché ne parliate. A meno che le contestazioni giunte puntuali da più parti non siano state concordate e quindi organizzate soprattutto sul web per creare in maniera rinvigorita l’effetto contrario.
Fosse capitato a Castel di Sangro sarebbe stata, ne sono certo, tutta un’altra cosa con il furbo amico Angelo a cogliere ogni occasione per stendere il tappeto rosso purché si parli della sua rinnovata e amatissima cittadina. Guai chi gliel’avrebbe toccata. Avrebbe sicuramente urlato: Avanti Savoia!
In mezzo c’è Roccaraso, dove il Principe dovrebbe proprio venire perché questa centenaria località sciistica nel 2003 conferì al Re Umberto II la Cittadinanza Onoraria alla Memoria, per essere stato uno dei promotori dello sviluppo turistico di Roccaraso.
Tra l’altro inaugurò il primo impianto sciistico. La sua presenza fu assidua e in un incontro con dei nobili napoletani che avevano sciato con lui quassù, a Madrid a metà anni ’70, affermò: “Roccaraso la porto nel cuore”.
Perciò caro Principe Filiberto venga a Roccaraso, magari in agosto, quando i figli, i nipoti di quegli sciatori napoletani si troveranno qui per un po’ di giorni fi vacanza. Sarà per lei
l’occasione per conoscere i luoghi dove aleggia ancora la presenza dell’allora Principe di Piemonte, suo nonno. Ma qui venne, prima di sposarla, a Capodanno del 1930, anche la Principessa Maria José, sua amatissima nonna. E se non bastasse per diversi inverni degli anni ’30 soggiornò nel Treno Reale la sorella Principessa Giovanna.
Insomma in Abruzzo domenica visiterà pure una bella cittadina, ma Roccaraso è un’altra cosa, suo nonno in esilio “la portava nel cuore”.
Qui c’è pure il Sacrario di Pietransieri che custodisce i resti di 128 suoi abitanti trucidati dai Paracadutisti tedeschi. C’è il Sacrario Nazionale dei “Caduti senza Croce”, furono i circa 150mila soldati italiani dispersi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ecco queste sono le diverse ragioni che dovrebbero indurla a venire a Roccaraso. Una sua visita ai due Sacrari con la deposizione di un mazzo di rose rosse legate da un nastro azzurro sarebbe un gesto di umiltà e di rispetto che l’Italia apprezzerebbe moltissimo. Ne sono certo.
Ugo Del Castello
















