Prosegue alla Camera l’esame degli emendamenti al Disegno di legge Locatelli dedicato al riconoscimento e alla tutela dei caregiver familiari, ma dal Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti (CFU) arriva un duro giudizio sull’andamento dei lavori della XII Commissione Affari Sociali. Secondo l’associazione, durante la seconda settimana di luglio il confronto parlamentare si sarebbe tradotto in una sostanziale bocciatura della maggior parte degli emendamenti presentati, senza un reale dibattito sulle questioni ritenute più rilevanti.
Nel comunicato diffuso dal CFU si sottolinea come, nelle due sedute dell’8 luglio, alla presenza della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, siano stati respinti decine di emendamenti, mentre solo pochi sarebbero stati accantonati in vista di una possibile riformulazione.
Il Coordinamento richiama l’attenzione su due aspetti che considera fondamentali. Il primo riguarda il principio di autodeterminazione della persona con disabilità nella scelta del proprio caregiver familiare. Secondo il CFU, il testo del disegno di legge non affronta adeguatamente le situazioni in cui la persona assistita non è in grado di autodeterminarsi e la gestione è affidata a un amministratore di sostegno, figura che potrebbe non conoscere realmente le dinamiche familiari.
Il secondo punto riguarda il numero dei caregiver riconosciuti. Il DDL prevede la possibilità di individuare fino a tre caregiver familiari per la stessa persona assistita, ma introduce la figura del “caregiver prevalente”, unico destinatario dell’eventuale contributo economico previsto. Una soluzione che, secondo il Coordinamento, penalizzerebbe chi assiste contemporaneamente più familiari non autosufficienti, una condizione definita “caregiver plurimo”, oggi sempre più diffusa.
Nel documento il CFU evidenzia inoltre come il dibattito nazionale continui a concentrarsi prevalentemente sulla costruzione di nuove strutture residenziali e sull’assistenza sanitaria, senza affrontare il riconoscimento del lavoro quotidiano svolto dai caregiver familiari.
L’associazione si domanda se lo Stato disponga realmente delle risorse necessarie per incrementare in maniera significativa l’offerta di RSA e RSD e sostiene che, senza un deciso sostegno all’assistenza domiciliare e al ruolo delle famiglie, il sistema rischi di non essere sostenibile nel lungo periodo.
Tra le critiche viene ricordata anche l’assenza di un censimento nazionale aggiornato dei caregiver familiari italiani, elemento che, secondo il Coordinamento, rende difficile programmare interventi realmente efficaci e valutare l’adeguatezza delle risorse economiche stanziate dal Governo.
Anche il Molise è da tempo impegnato nella sensibilizzazione su questi temi grazie all’attività di Monica Di Filippo, presidente dell’Associazione Genitori Arcobaleno ODV di Venafro, che da anni porta all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni regionali la necessità di un pieno riconoscimento del ruolo del caregiver familiare.
Attraverso iniziative pubbliche, incontri e attività di sensibilizzazione, la Di Filippo sostiene la necessità di garantire diritti, tutele e un adeguato sostegno alle famiglie che quotidianamente assistono persone con disabilità o non autosufficienti, affinché il loro impegno non resti invisibile ma venga finalmente riconosciuto anche sul piano normativo ed economico.
Una battaglia che si inserisce pienamente nel dibattito nazionale e che punta a far emergere il valore sociale di milioni di caregiver italiani, considerati un pilastro silenzioso del sistema di welfare. Il Coordinamento Caregiver Familiari Uniti conclude il proprio appello auspicando che la nuova fase dei lavori parlamentari possa finalmente aprire un confronto autentico sulle esigenze delle famiglie, migliorando un provvedimento che, nella formulazione attuale, viene giudicato ancora insufficiente a rispondere ai bisogni reali di chi presta assistenza ogni giorno ai propri cari.
















