I passi si susseguono lentamente, uno dopo l’altro, lungo antichi sentieri che attraversano il cuore del Matese. Il bosco accompagna il cammino con i suoi suoni, il vento muove le chiome degli alberi e, tra una sosta e l’altra, il paesaggio diventa il luogo dove la memoria riprende voce.
Il “Trekking con i Briganti“, organizzato a San Gregorio Matese come anteprima della diciannovesima edizione della Notte dei Briganti, non è una semplice escursione naturalistica. È un percorso nella storia di una terra che, nella seconda metà dell’Ottocento, conobbe povertà, conflitti, speranze e profonde trasformazioni sociali. Lo narra Maria Boiano, presidente dell’Associazione Notti dei Briganti di San Gregorio Matese.
Camminando lungo gli antichi tratturi della transumanza, la natura smette di essere soltanto uno scenario. Ogni sentiero, ogni radura, ogni scorcio racconta frammenti di un passato che continua a vivere nella memoria collettiva delle comunità matesine. Le montagne non fanno da sfondo al racconto: ne sono parte integrante, custodi silenziose di vicende che il tempo non ha cancellato.
Ad accompagnare i partecipanti non sono soltanto le spiegazioni storiche, ma anche le atmosfere create dalla musica popolare, dai figuranti in costume e da brevi rappresentazioni che restituiscono emozioni prima ancora che informazioni. È un racconto che prende forma mentre si cammina, senza fretta, lasciando che siano i luoghi stessi a suggerire il ritmo della narrazione. Ad arricchire l’evento creando suggestioni davvero intense ci ha pensato Paolo Petraroli, eclettico musicante pop-orale, che si è esibito con i brani dedicati a quel periodo storico.
In questo modo il brigantaggio si allontana dagli stereotipi e riacquista la sua dimensione più autentica: quella di un fenomeno complesso, nato in un territorio difficile, dove la linea che separava la sopravvivenza dalla ribellione era spesso sottile.


















