Ci sono numeri che raccontano molto più di una semplice statistica. È il caso della nuova stima della popolazione dell’orso bruno marsicano, presentata oggi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che restituisce un’immagine incoraggiante sullo stato di conservazione di una delle specie simbolo dell’Appennino centrale.
Secondo lo studio, realizzato attraverso un ampio monitoraggio genetico effettuato nell’estate del 2025, la popolazione complessiva è stimata in 81 esemplari, di cui 43 femmine e 38 maschi, con un intervallo di confidenza compreso tra 73 e 88 orsi. Si tratta della prima stima estesa all’intero areale di distribuzione della sottospecie, un territorio di oltre 6.000 chilometri quadrati tra Abruzzo, Lazio e Molise, e rappresenta il più importante censimento genetico mai realizzato sull’orso bruno marsicano.
Lo studio, finanziato attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ambito del progetto “DigitAP”, è il risultato di una complessa attività che ha visto lavorare insieme Ministero dell’Ambiente, ISPRA, Parchi nazionali e regionali, Regioni, Carabinieri Forestali, reti di monitoraggio, associazioni ambientaliste e istituti specializzati nell’analisi genetica.
I dati confermano ancora una volta il ruolo centrale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e della sua Zona Contigua, che continuano a rappresentare il principale nucleo vitale della popolazione. Qui il numero degli orsi appare sostanzialmente stabile, con un lieve incremento rispetto alla precedente stima del 2014, segno che gli interventi di tutela e conservazione stanno producendo risultati concreti.
Tra gli elementi più significativi emerge anche la presenza di circa sedici esemplari nelle aree periferiche dell’areale, un dato che testimonia il lento ma costante processo di espansione della specie oltre i confini storici del Parco. Un fenomeno particolarmente importante perché dimostra come nuovi territori possano diventare habitat idonei per l’orso marsicano.
Proprio questa espansione rappresenta oggi la principale sfida per il futuro della specie. Gli esperti evidenziano infatti che la sopravvivenza dell’orso non dipenderà soltanto dall’aumento del numero degli individui, ma soprattutto dalla capacità di garantire continuità tra le diverse aree naturali attraverso la tutela dei corridoi ecologici, spesso compromessi dalla frammentazione del territorio, dalle infrastrutture e dalla crescente pressione delle attività umane.
Lo studio offre quindi non solo una fotografia aggiornata della popolazione, ma anche indicazioni fondamentali per orientare le future politiche di conservazione. In questo contesto assume un ruolo strategico il Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM), che continuerà a coinvolgere Regioni, aree protette e Carabinieri Forestali in un lavoro condiviso per favorire la convivenza tra uomo e fauna selvatica.
Il monitoraggio genetico rappresenta dunque un punto di partenza e non di arrivo. La crescita, seppur graduale, della popolazione dimostra che la strada intrapresa è quella giusta, ma il futuro dell’orso bruno marsicano dipenderà dalla capacità di coniugare la tutela della biodiversità con lo sviluppo sostenibile delle comunità locali, affinché una delle specie più rare e preziose d’Europa possa continuare a vivere nel suo ambiente naturale.
















