Non è stata soltanto una festa, ma un’immersione nell’anima più autentica del Matese. Migliaia di visitatori e turisti (circa 5.000) hanno seguito con interesse ogni momento della manifestazione, esprimendo apprezzamento per un evento capace di unire spettacolo, cultura, tradizioni pastorali e riflessione sul futuro del territorio.
Ad aprire il convegno è stata la voce intensa del mezzosoprano Maria Emanuele, che con l’interpretazione del brano Mulise ha regalato un momento di grande suggestione, creando fin dalle prime note un forte legame emotivo con il pubblico.
Per tutta la giornata il pianoro di Campitello si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto: dalle dimostrazioni di mungitura e caseificazione alla sfilata di greggi e mandrie, fino agli incontri con gli allevatori, ogni momento ha raccontato il valore di un mestiere antico che continua a custodire il paesaggio del Matese.
Qui Giacomo Baccaro svela il segreti dello spezzatino di vitello e della pallotte cacio e ova.
I commenti raccolti tra i presenti sono stati unanimi: la Festa del Pastore rappresenta ormai uno degli appuntamenti più autentici e identitari dell’estate molisana, con l’auspicio che possa crescere ancora e diventare un punto di riferimento nazionale per la valorizzazione della cultura agro-pastorale.















