A cosa serve oggi la transumanza? È la domanda, tanto semplice quanto attuale, che darà il titolo e il filo conduttore dell’iniziativa in programma sabato 1° agosto a Barrea, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Un’intera giornata dedicata a una pratica millenaria che continua a rappresentare un patrimonio culturale, ambientale ed economico di straordinaria importanza per le aree interne dell’Appennino.
L’evento, promosso dal Comune di Barrea in collaborazione con il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il CREA, la Regione Abruzzo, la Scuola di Pastorizia di Calascio, l’Università del Molise e numerosi partner scientifici e culturali, intende approfondire il ruolo della transumanza nel presente e nel futuro, mettendo a confronto studiosi, allevatori, ricercatori e cittadini.
La giornata prenderà il via alle 10 nella Sala del Castello Monumentale con i saluti istituzionali del sindaco Aldo Di Benedetto, del direttore del Parco Luciano Sammarone e dei rappresentanti della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e Teramo.
Seguiranno una serie di interventi dedicati ai molteplici aspetti della transumanza. Greta Semplici, dell’Università del Molise, illustrerà le opportunità di valorizzazione dei tratturi e delle vie tratturali, mentre Tommaso Campedelli, della Scuola di Pastorizia di Calascio, approfondirà gli aspetti ecologici di questa pratica che da secoli contribuisce alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi montani.
Spazio anche alla ricerca internazionale con l’intervento di Francesca Romana Del Fattore della Newcastle University, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dei tratturi attraverso l’archeologia del paesaggio e la geoscienza, evidenziando come questi antichi percorsi siano autentici corridoi culturali e ambientali.
La mattinata si concluderà con un dibattito aperto dal titolo “Serve ancora la transumanza?”, al quale prenderanno parte allevatori, studiosi ed esperti del settore, offrendo punti di vista differenti sulle prospettive di una pratica riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Nel pomeriggio il programma proseguirà con momenti dedicati alla divulgazione e alla valorizzazione del territorio: la visita alla mostra fotografica “Transumanze: genti e armenti tra Abruzzo e Puglie” di Edmondo Di Loreto, la proiezione del documentario “Suoni e colori della Transumanza” di Amedeo Veneruso, la visita alla rappresentazione muraria artistica “Le vie della transumanza” e, infine, un percorso all’interno dell’azienda agrituristica Zooristur Farm.
L’iniziativa vuole dimostrare come la transumanza non sia soltanto un’eredità del passato, ma una risorsa ancora capace di parlare al presente, intrecciando sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio, produzioni di qualità, turismo lento e identità delle comunità appenniniche. Un’occasione di confronto che punta a riportare al centro del dibattito il valore di un sapere antico, fondamentale per immaginare il futuro delle montagne.


















