Il 28 luglio 2026 la Sala Consiliare del Comune di Montecilfone ha ospitato un incontro, guidato dalla prof.ssa Fernanda Pugliese, di grande rilievo per il futuro delle minoranze linguistiche arbëreshe e croate del Molise e dell’Abruzzo. Accolti dal Sindaco Giorgio Manes e dagli amministratori comunali, i partecipanti hanno fatto il punto sullo stato dell’arte dei progetti in corso, sulle prospettive di sviluppo e sugli obiettivi condivisi per la tutela e la valorizzazione delle lingue storiche del territorio.
L’appuntamento, inserito nel quadro dei progetti finanziati dalla Legge 482/1999, ha rappresentato un
momento di confronto operativo ma anche identitario: un’occasione per ribadire che la tutela linguistica non è solo conservazione del passato, ma costruzione consapevole del futuro delle comunità.
Nel giugno 2026 si è costituito un Comitato Scientifico ad hoc che riunisce competenze storiche, linguistiche, antropologiche e comunicative, con uno sguardo rivolto anche ai rapporti culturali con l’altra sponda dell’Adriatico. Durante l’incontro sono stati illustrati i due assi principali del progetto: il Centro regionale di documentazione con banca dati bibliografica digitale Albania–Molise, pensata per essere fruibile online attraverso strumenti di nuova generazione; percorso di ricerca demo–antropologica e linguistica, volto a documentare la persistenza della lingua arbëreshe nelle comunità, nel territorio e nel paesaggio, anche attraverso itinerari linguistico‑narrativi.
A rappresentare il versante italiano, oltre che il dr Antonello Barone assente per impegni sopraggiunti, erano presenti i docenti universitari Giovanni Agresti e Rossano Pazzagli, che hanno sottolineato come le lingue minoritarie siano profondamente intrecciate al territorio: non semplici strumenti di comunicazione, ma chiavi di lettura della storia, della memoria e dell’identità mantenendo comunque le radici.
Dal versante albanese partecipano al Comitato Scientifico: le proff. Merita Sauku Bruci e Ledy Shamku Shkreli dell’Accademia delle Scienze d’Albania; il prof. Olsy Lelay, direttore del Dipartimento; la prof. Diana Kastrati, direttrice del Centro Studi per le pubblicazioni degli Arbëreshe del Ministero dell’Europa e degli Esteri. La loro presenza nel Comitato, pur non essendo fisicamente intervenuti all’incontro del 28 luglio, conferma la dimensione internazionale del progetto e il legame culturale e scientifico tra Molise e Albania.
La realizzazione del progetto è affidata all’Associazione Kamastra, presieduta dall’avv. Maria Rosaria
D’Angelo, in collaborazione con il Centro Studi sulla Diversità Linguistica di LEM Italia con la prof.ssa Fernanda Pugliese, il sostanziale punto di riferimento. Una sinergia che unisce competenze accademiche, operatori del territorio e professionalità specializzate nella gestione dei processi linguistici e culturali.
All’incontro erano presenti: gli operatori degli Sportelli Linguistici arbëreshë del Molise e dell’Abruzzo (Villa Badessa) e quelli croati; Rossella De Rosa, referente della formazione; Hanen Gzaiel Benmariem, rappresentante della cultura araba presso il Centro per la Diversità Linguistica di LEM Italia., don Franco Pezzotta, parroco di Montecilfone e figura che tanto ha dato alla cultura arbëreshe.
La pluralità delle presenze ha evidenziato come la tutela delle minoranze non sia un tema isolato, ma parte di un discorso più ampio sulla diversità linguistica come ricchezza sociale.

Hanno partecipato anche il Direttore Generale della Giunta della Regione Molise, dott. Domenico Nucci, e la d.ssa Ivana Mustillo, funzionaria regionale e nuova referente per le Minoranze Linguistiche. Entrambi hanno mostrato interesse e disponibilità nei confronti dei progetti presentati, riconoscendo il valore strategico della tutela linguistica per il Molise e la necessità di un sostegno istituzionale continuativo.
L’incontro del 28 luglio ha confermato Montecilfone, comune capofila, come laboratorio identitario del Molise arbëresh. Qui la tutela linguistica non è percepita come un adempimento burocratico, ma come un progetto culturale vivo, che coinvolge amministratori, studiosi, operatori e comunità.
La scelta di lavorare su una banca dati digitale e su itinerari linguistico‑narrativi mostra una volontà di innovare, di portare la lingua arbëreshe fuori dai confini della nostalgia e dentro le pratiche contemporanee della conoscenza e del turismo culturale per far sì che il patrimonio storico, linguistico e bibliografico oggi disperso e frammentato o custodito in archivi difficilmente consultabili, diventi fruibile e accessibile in modo sistematico.
In un momento storico in cui molte comunità rischiano di perdere la propria voce, Montecilfone e i comuni arbëreshë e croati del Molise e dell’Abruzzo stanno dimostrando che la tutela linguistica può essere un motore di sviluppo, un modo per rafforzare la coesione sociale e per raccontare al mondo una storia che merita di essere ascoltata. (segue galleria fotografica)











































