Ci sono tradizioni che appartengono al passato e altre che, proprio perché continuano a interrogare il presente, riescono a trovare nuove forme per raccontarsi. È lungo questa seconda strada che si muove “Transumanze Sonore”, la rassegna che il 13 e 14 agosto torna a Castelpetroso con la sua seconda edizione, inserendosi nel programma delle “Serate al Borgo”, progetto giunto alla XXIV edizione.
Ideata e curata da Amedeo Veneruso, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco Castelpetroso, la manifestazione propone una riflessione originale sulla transumanza, non soltanto come pratica pastorale e fenomeno storico, ma come patrimonio culturale capace ancora oggi di produrre memoria, conoscenza, arte e nuovi linguaggi.
Il titolo stesso racconta la direzione del progetto: trasformare la transumanza in suono, ritmo, parola, immagine e materia, riportando al centro dell’attenzione quel complesso sistema di saperi, gesti, consuetudini e relazioni che per secoli ha accompagnato il cammino delle comunità pastorali.
A rendere particolarmente significativa questa seconda edizione è il sottotitolo “Tradizione in stato di ricerca”. Non una celebrazione nostalgica del passato, dunque, ma la volontà di interrogare la tradizione, attraversarla e verificarne la capacità di dialogare con il presente.
Una scelta che trova nel centro storico di Castelpetroso la propria cornice naturale. Per due giorni Piazza Olmo e i vicoli del borgo diventeranno infatti uno spazio di incontro tra musica, immagini, formazione, cultura materiale e testimonianze, con un programma interamente gratuito.
La rassegna assume inoltre una dimensione più ampia grazie al suo inserimento nella programmazione di Filitalia International, realtà internazionale alla quale Castelpetroso è entrato a far parte, rafforzando così la propria vocazione alla promozione della cultura e delle proprie radici anche oltre i confini regionali.
La prima giornata sarà dedicata alla conoscenza della transumanza e del mondo che intorno ad essa si è sviluppato.
Si comincia alle 10.30 con “Tradizioni in Movimento – I costumi del Matese nella scena della Transumanza”, laboratorio curato da Antonella Gatta, dedicato agli abiti e agli elementi della cultura materiale legati al mondo pastorale.
Alle 18, spazio alle immagini con la proiezione de “Il Passo dei Pastori – I sentieri della Transumanza”, opera di Amedeo Veneruso che conduce lungo le tracce lasciate dal passaggio di uomini e greggi, restituendo attraverso il racconto audiovisivo una parte importante della memoria del territorio.
Alle 18.30 il tema sarà affrontato sotto il profilo storico e religioso con il convegno “La Transumanza tra Storia e Religiosità”. Un confronto articolato in più prospettive, con gli interventi di Antonio Scioli, che parlerà de “Il Sacro nei Percorsi: la Transumanza come Metafora di Vita e Fede”, Domenicangelo Litterio, con “Il cammino della conoscenza”, e Amedeo Veneruso, chiamato a “Raccontare il viaggio per immagini”.
La giornata si chiuderà alle 21 con la musica di Massimo Ferrante Quartet e il concerto “La Canzone Meridionale”, nel quale il repertorio popolare del Mezzogiorno diventa materia di ricerca e racconto contemporaneo.
La seconda giornata sposta invece l’attenzione verso il rapporto tra terra, creatività e voce, ampliando ulteriormente i confini della rassegna.
Alle 10.30 il laboratorio “Dalla Terra al Colore”, curato da Maria Angelone, proporrà un’attività dedicata ai pigmenti naturali per l’infanzia, mettendo in relazione la materia e le possibilità espressive dell’arte.
Alle 17.30 sarà proiettato “Castelpetroso – Tracce di memoria nel silenzio dei luoghi”, di Amedeo Veneruso, un percorso per immagini dedicato al rapporto tra paesaggio, memoria e vissuto umano.
Alle 18.30 protagonista sarà invece la voce con il laboratorio “Tecnica vocale e polivocalità nei repertori del Sud Italia”, condotto da Hiram Salsano, occasione per entrare nelle tecniche e nelle modalità espressive proprie della tradizione musicale meridionale.
Gran finale alle 21 con “Hiroundini”, progetto musicale che vedrà sul palco Hiram Salsano e Marcello De Carolis. Un appuntamento nel quale ricerca e innovazione incontrano il patrimonio sonoro del Sud, chiudendo idealmente il percorso di “Transumanze Sonore”.
Due giornate che raccontano, dunque, una tradizione in movimento. La transumanza diventa il punto di partenza per parlare di territorio, identità, spiritualità, artigianato, musica e memoria, senza separare ciò che è stato da ciò che può ancora essere.
È forse proprio questo il significato di “Transumanze Sonore”: non conservare la tradizione come qualcosa di immobile, ma accompagnarla nel suo viaggio verso nuove forme di espressione. La partecipazione agli appuntamenti è gratuita. Per i laboratori è consigliata la prenotazione.















