Il tema è diventato una questione di sicurezza, qualità della vita e futuro delle comunità di Longano e Castelpizzuto. A riportarlo con forza all’attenzione delle istituzioni è il Comitato Civico Longano Castelpizzuto, che ha deciso di rivolgersi pubblicamente ai cittadini dopo aver rinviato, nel rispetto del lutto, la conferenza stampa inizialmente programmata in seguito alla scomparsa del sindaco di Longano Cristian Sellecchia, avvenuta il 26 luglio scorso.
Proprio dalla memoria del primo cittadino scomparso prende le mosse l’appello del Comitato. Sellecchia, viene ricordato, aveva già riconosciuto la necessità di affrontare con tempestività le criticità della Strada Provinciale 21 e, durante l’incontro con il Comitato, aveva manifestato attenzione verso il problema.
Ma c’è un elemento ulteriore che conferisce oggi un significato particolare alla discussione. Lo stesso Sellecchia aveva già avviato interlocuzioni istituzionali per individuare una soluzione strutturale alla viabilità, arrivando a ipotizzare, come aveva raccontato ad AmoliveNews, anche la possibilità di una bretella stradale capace di alleggerire il traffico e superare le criticità che da tempo interessano l’attraversamento del territorio.
Un percorso che, dopo la sua scomparsa, il Comitato chiede ora di non interrompere. La Provinciale 21 rappresenta da decenni un collegamento essenziale per queste comunità. Il Comitato ricorda la trasformazione dell’arteria negli anni Ottanta, quando alla guida della Provincia di Isernia c’era il professor Giuseppe Caranci, che comprese la necessità di intervenire su una viabilità allora estremamente difficile.
Quella strada, osserva il Comitato, fu pensata per collegare comunità e territori e rappresentò una svolta per Longano e Castelpizzuto. Oggi, però, lo scenario è cambiato e l’infrastruttura deve fare i conti con un traffico pesante che, secondo i promotori dell’iniziativa, pone interrogativi sulla compatibilità tra le caratteristiche della carreggiata e i mezzi che la percorrono quotidianamente.
Il passaggio più delicato riguarda soprattutto l’attraversamento del centro abitato di Longano, dove l’incontro tra i mezzi pesanti e la viabilità urbana viene descritto come una situazione che non può più essere considerata normale o inevitabile.
L’obiettivo dichiarato non è quello di mettere in contrapposizione il territorio con le attività produttive. Anzi, il Comitato precisa esplicitamente di non essere contrario allo sviluppo, al lavoro o all’attività estrattiva e mineraria legata alle aziende delle acque minerali Castellina e Santa Croce. Il punto, piuttosto, è trovare un equilibrio tra impresa e comunità, soprattutto in un’area che oggi guarda anche alle opportunità offerte dall’ingresso nel Parco Nazionale del Matese.
Da qui la richiesta di una valutazione tecnica e scientifica indipendente sull’idoneità della Provinciale 21 rispetto all’intensità e alle caratteristiche del traffico pesante. Il Comitato sollecita inoltre verifiche sul possibile inquinamento acustico, sulla qualità dell’aria e sulle polveri sottili, insieme a una valutazione puntuale dei rischi per la sicurezza stradale e l’incolumità delle persone.
Tra le misure da valutare nell’immediato viene indicata anche la possibilità di una circolazione a senso alternato nei punti più critici, naturalmente nel rispetto delle competenze e dopo le necessarie verifiche tecniche e giuridiche.
Un passaggio importante riguarda proprio il futuro delle iniziative già avviate dal sindaco scomparso. Il Comitato sottolinea che l’Amministrazione comunale di Longano, nell’incontro del 10 agosto 2026, ha assicurato continuità agli impegni assunti da Sellecchia.
È questo, oggi, il nodo politico e amministrativo della vicenda: trasformare le interlocuzioni già avviate in atti concreti. La questione della bretella, in questo senso, torna a rappresentare uno dei possibili orizzonti di una soluzione strutturale. Non una risposta immediata alle emergenze, ma un intervento destinato a rimettere al centro la necessità di ripensare i flussi di traffico e la sicurezza dell’intero asse viario.
Il Comitato chiede quindi ai Comuni di Longano e Castelpizzuto, alla Provincia di Isernia e alle altre autorità competenti di assumere fino in fondo le rispettive responsabilità, evitando quello che definisce un «rimpallo delle competenze». Perché, alla fine, dicono i promotori, ai cittadini non interessa sapere chi debba intervenire: interessa che qualcuno intervenga.














