La pioggia ha fermato la tradizionale processione nella vallata, ma non ha certo fermato la fede. Amolivenews ha seguito ieri, 21 agosto 2026, la vigilia della grande festa dedicata alla Madonna di Canneto, uno degli appuntamenti religiosi e popolari più sentiti, capace ancora oggi di richiamare migliaia di fedeli dalle regioni confinanti.
Sulle rive del fiume Melfa, nel cuore della straordinaria Valle di Canneto, territorio di altissimo pregio naturalistico del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è stato un continuo susseguirsi di arrivi. Compagnie, famiglie e gruppi di pellegrini sono giunti da Lazio, Abruzzo, Molise, alcuni dopo aver valicato i monti della Meta, altri raggiungendo il Santuario con pullman e automobili.
Un movimento umano imponente che, da secoli, rinnova una devozione radicata nelle comunità ricadenti nell’Alta Valle del Volturno e non solo. Ogni anno, la festività coinvolge fedeli provenienti da oltre cento comuni di quattro regioni, con numerose compagnie organizzate che ancora oggi mantengono viva l’antica tradizione del pellegrinaggio.
Ieri pomeriggio la celebrazione religiosa delle ore 16.30 avrebbe dovuto concludersi con la tradizionale processione che attraversa tutta la vallata, uno dei momenti più suggestivi e partecipati della vigilia. Il maltempo, purtroppo, ha imposto il cambiamento del programma, impedendo lo svolgimento del corteo. Ma l’acqua caduta dal cielo non ha spento la partecipazione dei fedeli né il clima di intensa devozione che ha accompagnato l’intera giornata.
Al microfono di Amolivenews sono intervenuti Mons. Gerardo Antonazzo, vescovo della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, la sindaca di Settefrati Angelica Apruzzese e Ferdinando Lombardi, in rappresentanza della Compagnia dei Pellegrini di Villa San Michele, una delle realtà che custodiscono e tramandano con orgoglio il patrimonio devozionale legato alla Madonna di Canneto.
Le loro parole hanno restituito il significato più autentico di una celebrazione che non è soltanto un evento religioso, ma rappresenta un prezioso patrimonio di identità, memoria e tradizione popolare. Per tante comunità dell’Abruzzo e del Molise, come pure del Lazio, raggiungere Canneto significa ripercorrere le orme dei propri padri e dei propri nonni, consegnando alle nuove generazioni una tradizione antichissima.
Il Santuario di Canneto, oggi Basilica Pontificia Minore, rappresenta uno dei principali poli della devozione mariana dell’area centro-meridionale. Le solenni celebrazioni di agosto costituiscono il momento culminante di un pellegrinaggio che continua a coinvolgere un numero straordinario di fedeli e a conservare intatti riti, canti, compagnie e cammini tramandati nel tempo. La tradizione si concentra soprattutto attorno alla ricorrenza del 22 agosto, con la Valle che diventa per giorni un grande spazio di incontro tra la fede e la storia delle popolazioni appenniniche.
E oggi, 22 agosto, la grande festa entra nel suo momento più solenne. Dopo la vigilia segnata dalla pioggia, gli occhi e i cuori dei pellegrini restano rivolti alla Vergine Bruna di Canneto, alla quale generazioni di fedeli hanno affidato speranze, preghiere, sofferenze e ringraziamenti.
A Canneto, anche quando il maltempo costringe a cambiare i programmi, una cosa non cambia mai: il cammino della fede continua.














