
Eccoci di nuovo qui, “C” risiamo. Una nuova stagione, un nuovo Campobasso, un nuovo look.
Esattamente così, un prato che in una sera si è trasformato in una passerella di moda. Infatti, seguendo il solco della migliore tradizione sartoriale italiana, il Lupo targato 2026-27 ha cambiato la sua immagine, a partire dalla mise, con la nuova ed elegante maglia che strizza vagamente l’occhio agli afrodisiaci ritmi della carioca Fluminense.
A creare questo nuovo modello “made in Campobasso” ci sta pensando lo stilista Devis Mangia (voto 7) che sta riuscendo a plasmare in un unico e raffinato capo d’abbigliamento la tecnica dei materiali al gusto estetico del bello.
L’abito indossato con armonia, eleganza e determinazione, all’inaugurazione del primo prêt-à-porter andato in scena all’”Axum Molinari Stadium” contro la Pianese, ha dimostrato che nella nuova sartoria molisana si sta lavorando con serietà e dedizione.
Una sfilata che i nostri modelli hanno interpretato al meglio (voto 7), evidenziando che il catwalk praticato lungo il tappeto erboso è riuscito a essere raffinato ma anche marziale, euritmico e anche volitivo, con punte di classe come quelle regalateci al 31′ e al 55′ da Isaac Oliveira Prado (voto 7,5), vero mattatore della sfilata. Un messaggio, quello partito dal Molise – con tutte le dovute e scaramantiche cautele – che recita: nel mondo della moda del Girone “B” possiamo esserci anche noi…
Una moda, quella molisana, che non dimentica però il suo abito folklorico più antico, quello delle sue origini, quello che affonda le radici nel mondo contadino più profondo della nostra terra. Infatti, oltre al lusso del marchio “Prado”, il Campobasso riesce a vestire anche la resilienza del marchio “Pierno” (voto 7,5).
Roberto infatti, ogni anno, come un vecchio veterano, è costretto a guadagnarsi il rinnovo del contratto sostituendo il vano lamentarsi della bocca al rumore assordante del sudore e del lavoro.
Questa è la squadra che vogliamo, elegante e operaia. Bella come i cinquemila e più tifosi che hanno assiepato i gradoni dello stadio rosso-blù, sempre colorati, sempre rumorosi, sempre magnifici (voto 9).
Adesso però è bene smorzare gli entusiasmi e concentrarsi alla trasferta in casa della corazzata Spezia, senza timore alcuno, in fondo non siamo noi la regione di Pepe…?





















