Il Parco Nazionale del Matese torna al centro del dibattito sul futuro delle aree interne italiane. A rilanciare con forza la necessità di accelerare l’iter per arrivare alla piena operatività del nuovo ente è Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell’Ambiente, tra i promotori delle politiche di ampliamento delle aree protette.
L’intervento arriva in una fase nella quale, secondo Pecoraro Scanio, occorre fare chiarezza tra le diverse posizioni che accompagnano il percorso di istituzione e avvio del Parco. Da una parte le contrarietà che, a suo giudizio, si oppongono in maniera pregiudiziale alle aree protette; dall’altra le osservazioni provenienti da amministratori e comunità locali, che possono invece rappresentare un contributo utile alla costruzione di un modello di gestione efficace e condiviso.
Il messaggio rivolto alle istituzioni – come pubblicato da Askanews – è dunque quello di non rallentare ulteriormente il percorso e di trasformare l’istituzione del Parco in una realtà concretamente operativa.
Per Pecoraro Scanio, la partita del Matese assume un significato che va oltre i confini territoriali. Il nuovo Parco viene infatti inserito nel più ampio obiettivo nazionale di arrivare entro il 2030 alla tutela del 30% del territorio. Un traguardo che, secondo l’ex ministro, richiede di procedere con maggiore rapidità nella realizzazione dei nuovi parchi nazionali, delle aree marine protette e degli altri strumenti destinati alla conservazione degli ecosistemi.
In questo scenario il Matese viene considerato un territorio strategico per la protezione della biodiversità, ma anche per la costruzione di nuove prospettive di sviluppo sostenibile nelle aree interne.
Nel ragionamento di Pecoraro Scanio c’è anche una dimensione economica. Le aree protette, sottolinea, non devono essere considerate esclusivamente come strumenti di conservazione della natura, ma anche come possibili motori di sviluppo per le comunità che vivono nei territori interessati.
E proprio dal Matese, secondo quanto riferito dal presidente della Fondazione UniVerde, arriverebbero segnali incoraggianti sul fronte turistico. Gli operatori del settore avrebbero infatti registrato un incremento dell’interesse e delle presenze già a partire dall’annuncio dell’istituzione del Parco, con ricadute particolarmente favorevoli per le attività escursionistiche e per quelle legate alla conoscenza e alla valorizzazione dell’ambiente.
Un elemento che riporta al centro una questione cruciale per il Matese: come trasformare il patrimonio naturalistico in opportunità concrete per chi vive e lavora nei territori, evitando al tempo stesso che lo spopolamento continui a impoverire borghi e comunità.
Il passaggio più diretto dell’intervento riguarda infine le istituzioni chiamate a completare il percorso.
Pecoraro Scanio chiede una collaborazione più stretta tra Regione Molise, Regione Campania e Ministero dell’Ambiente, affinché il Parco possa diventare pienamente operativo in tempi brevi.
Tra le priorità indicate c’è anche l’approvazione del regolamento dell’area protetta. Le attuali norme di salvaguardia, osserva l’ex ministro, possono svolgere una funzione nella fase transitoria, ma non possono rappresentare per un periodo indefinito il principale riferimento per la gestione del Parco.
Il punto, quindi, è arrivare rapidamente a strumenti definitivi, capaci di garantire regole chiare e una gestione efficace.
Il futuro del Parco Nazionale del Matese passa così dalla capacità delle istituzioni di trasformare un percorso amministrativo ancora da completare in una concreta occasione di tutela e sviluppo. Una sfida che riguarda l’ambiente, ma anche il turismo, l’economia locale, l’occupazione e la possibilità di dare nuove prospettive alle comunità dell’Appennino.
Fonte: Askanews















