
La tutela di una lingua non passa soltanto attraverso libri e archivi, ma soprattutto dalla possibilità di parlarla, conoscerla e utilizzarla nella vita quotidiana. È con questo spirito che l’Associazione Rivista Kamastra, da decenni impegnata nella salvaguardia e nella valorizzazione delle minoranze linguistiche del Molise, rinnova la propria attività attraverso gli Sportelli Linguistici arbëreshë.
Un impegno che trova nella presidente Fernanda Pugliese una delle figure di riferimento di un percorso culturale che ha saputo coniugare ricerca, informazione, documentazione e presenza concreta sul territorio.
Gli sportelli sono attivi nei quattro comuni arbëreshë molisani e rappresentano un importante punto di riferimento per cittadini, istituzioni e comunità, contribuendo a mantenere vivo un patrimonio linguistico e culturale che appartiene alla storia del Molise e, più in generale, alla ricchezza
Gli Sportelli rappresentano soltanto una parte di un’attività molto più ampia. Kamastra ha costruito negli anni un patrimonio di iniziative dedicate alla lingua arbëreshe, alla ricerca, alla formazione e alla divulgazione, contribuendo a rafforzare il legame tra le comunità di Campomarino, Montecilfone, Portocannone e Ururi e le proprie radici storiche.
Il lavoro dell’associazione si inserisce oggi anche in progettualità di più ampio respiro, come il progetto regionale “Molise Arbëresh”, dedicato alla documentazione e alla valorizzazione della lingua e della cultura delle comunità albanofone.
Un percorso nel quale la conservazione della memoria non viene vissuta come nostalgia, ma come strumento per costruire futuro. Perché una lingua minoritaria resta davvero viva quando trova persone disposte a custodirla, insegnarla e soprattutto a parlarne alle nuove generazioni.
Ed è proprio questa, da sempre, la sfida di Kamastra: fare delle radici non un ricordo del passato, ma una risorsa del presente e del futuro del Molise. Su Amolivenews una rubrica racconta e segue le attività del sodalizio.
Fabrizio Fusco

















