Ci sono storie che non finiscono quando si chiude un vecchio diario. Continuano negli occhi di chi le legge attraverso le parole affidate alle pagine ingiallite dal tempo.
È da una di queste storie che nasce “Radici nella sabbia”, il lavoro con il quale Angelica Buccigrossi, studentessa della 5ª B del Polo Liceale Mattioli di Vasto, ha conquistato il primo posto nella sezione Scuole della IV edizione 2026 del Premio Luciano Lapenna.

Un riconoscimento importante, arrivato ieri a Vasto e che assume un significato ancora più particolare perché Angelica è originaria di Ateleta, paese dal quale provengono le sue radici familiari.
Il video realizzato dalla giovane studentessa è molto più di un elaborato scolastico. È un viaggio nella memoria, costruito attraverso fotografie d’epoca, documenti, pagine manoscritte e immagini che raccontano una vicenda familiare legata a un passato lontano, anche geograficamente, tra l’Italia e l’Africa.
È la storia del suo bisnonno Giuseppe Colaizzi – soldato alle armi durante la seconda guerra mondiale – ricostruita con fotografie consumate dal tempo, pagine sulle quali una mano ha lasciato testimonianze, emozioni e ricordi: che Angelica ha saputo mettere insieme, trasformandoli in una narrazione capace di restituire un volto umano alla sua storia.
Dietro questo risultato c’è anche l’orgoglio di una famiglia che ha accompagnato Angelica nel suo percorso.
C’è la felicità di mamma Anita e papà Gianluca, che oggi possono guardare con particolare soddisfazione a questo importante traguardo della figlia.
Un riconoscimento che premia la qualità del lavoro realizzato, ma anche la sensibilità con cui la studentessa ha saputo affrontare una storia così profondamente legata alle proprie radici.
E c’è la commozione della nonna Melita, che vede nella nipote anche la continuità di una memoria familiare che non vuole andare perduta.
Un orgoglio ancora più difficile da raccontare pensando all’indimenticato nonno paterno Mario Buccigrossi. Un galantuomo che ha lasciato un’eredità morale immensa ai nipoti.
Complimenti vivissimi ad Angelica per l’eccellente lavoro di ricerca e alla profondità della sua voce: dettagli che evidentemente non sono sfuggiti alla giuria del Premio.


















