È successo di nuovo, per la terza volta di seguito il Campobasso riesce ad espugnare il “Riviera delle Palme” di San Benedetto del Tronto. Quella che nei ruggenti anni ’80 era una delle partite esterne più ostiche, all’interno del vecchio fortino “Fratelli Ballarin”, dove i nostri erano costretti quasi sempre a cedere le armi, oggi, invece, è diventata quasi una piacevole passeggiata, o meglio una piacevole Samba, così come viene chiamata la squadra marchigiana dai propri sostenitori; ovviamente non vogliamo offendere in alcun modo gli amici di San Benedetto.
Strane alchimie del calcio, che rendono ancora questo gioco, malgrado i continui abusi cui viene fatto oggetto dagli adepti del “Dio Denaro”, uno spazio metafisico dove i luoghi perdono il loro significato reale per diventare immagini sospese nel tempo.
A proposito di forzature, la settimana che ha preceduto la gara è stata monopolizzata dalla decisione da parte dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, del quale si riconosce l’importante funzione di prevenzione e contrasto alla violenza negli stadi, di indicare questo incontro come «caratterizzato da profili di rischio».
Un provvedimento che, francamente, non avrebbe avuto alcun motivo di ratificazione, vista la provata, costante ed estrema correttezza dimostrata sempre dalle due tifoserie.
Una decisione che avrebbe lasciato in entrambi gli ambienti sportivi, molisano e marchigiano, più che l’azione medicamentosa della decisione, l’amaro gusto della repressione.
Fortunatamente la saggezza ha regnato sovrana, infatti, grazie alle istanze prodotte dai due club e l’accoglimento delle stesse da parte del Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Benedetto, la limitazione è stata annullata; divenuto oggi unico caso in Italia.
Lo scivolone in cui stava cadendo l’Osservatorio non è passato inosservato agli occhi degli ultras arrivati da Campobasso che, prima di entrare nello stadio, hanno voluto rappresentare il proprio disappunto sociale esponendo uno striscione “uso e getta” che recitava: LA VOSTRA NEGLIGENZA, LA VOSTRA UMILIAZIONE. ULTRAS LIBERO DI VIAGGIARE SENZA NESSUNA LIMITAZIONE!

Per quanto riguarda il calcio giocato, malgrado l’ottimo risultato conseguito, il Campobasso ha giocato una gara oggettivamente brutta, forse la peggiore di questo inizio di campionato, raggiungendo la sufficienza (voto 6) esclusivamente per i tre punti conquistati.
Restano ancora irrisolti i problemi di realizzazione in attacco, tanto che i due gol sono arrivati al 45+2’ grazie a un colpo di testa del centrale difensivo “Habemus” Papini (voto 6,5) e al 68’ dal centrocampista “Stop and gol” Stoppa (voto 6,5), e soprattutto l’estrema leggerezza degli esterni difensivi, dimostratisi foglie cadenti al soffiar del vento. Troppo spesso infatti, la modesta Sambenedettese è riuscita con estrema facilità a portare dalle corsie esterne tentativi di offesa verso la nostra retroguardia, riuscendoci al 52’ con il gol del momentaneo pareggio di Marranzino che, lasciato troppo solo non ha potuto far altro che prendere la mira e centrare l’angolino basso alla destra dell’incolpevole Spurio.
Anche il pacchetto centrale non è sembrato quello abituale, poco palleggio, poca qualità e molti contrasti persi hanno consentito agli avversari di avere la supremazia nella zona centrale del campo, cosa che non può e non deve accadere per la funzionalità del gioco predicato da mister Mangia (voto 5,5). Positiva invece è stata la volontà dei ragazzi di portare a casa il risultato, cosa di non poco conto.
Vogliamo commentare la poderosa presenza dei nostri tifosi? Straripanti, ululanti, calorosi, gioiosi, colorati, resilienti, tenaci e tanto altro ancora. 840 molisani, figli della più fiera stirpe sannita: «Samnites gens fortissima Italiae» (voto 10).


Risultati:

Classifica:






















