Dalla gestione degli invasi al rapporto con la Puglia, passando per il rilancio dei Consorzi di bonifica. Coldiretti Molise mette sul tavolo della Regione una serie di interventi considerati necessari per affrontare la scarsità idrica e garantire acqua all’agricoltura.
L’acqua torna al centro del confronto istituzionale in Molise. E lo fa con una questione che riguarda direttamente il futuro dell’agricoltura, ma anche la capacità del territorio di affrontare periodi di siccità sempre più lunghi e precipitazioni concentrate in eventi estremi.
È questo il tema sollevato da Coldiretti Molise, che ha inviato alla Regione una nota con una serie di proposte operative, indicando gli interventi ritenuti necessari nel medio e lungo periodo.
Il punto di partenza è la disponibilità della risorsa. In Italia, sottolinea l’organizzazione agricola, cadono ogni anno circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua, ma soltanto una parte molto limitata viene effettivamente raccolta e utilizzata. Da qui la richiesta di una strategia capace di trattenere l’acqua quando è disponibile e renderla utilizzabile nei periodi di maggiore necessità.
Tra le proposte c’è il completamento delle opere sugli invasi già esistenti e la realizzazione di nuovi piccoli invasi nelle aree ancora prive di adeguate infrastrutture irrigue. Un sistema che, secondo Coldiretti, avrebbe una duplice funzione: conservare l’acqua per l’agricoltura e contribuire, allo stesso tempo, a contenere gli effetti delle precipitazioni particolarmente intense.
Altro capitolo riguarda le reti. L’organizzazione chiede l’ammodernamento degli impianti esistenti per ridurre le dispersioni e migliorare l’efficienza dell’intero sistema.
Particolare attenzione viene riservata anche alla gestione dell’acqua irrigua. Coldiretti Molise ribadisce la centralità dei due Consorzi di bonifica regionali e chiede alla Regione di intervenire per dare stabilità alla loro gestione.
Tra le richieste c’è il completamento dell’iter necessario a consentire al Consorzio di Bonifica del Basso Molise di superare la situazione di emergenza finanziaria legata alla pesante esposizione debitoria accumulata negli anni.
La posizione di Coldiretti è chiara anche sul finanziamento delle attività dei Consorzi: la gestione tecnica e amministrativa, sostiene l’organizzazione, non può ricadere esclusivamente sui contributi versati dagli agricoltori.
Uno dei passaggi più delicati riguarda il collegamento idrico tra Molise e Puglia. Coldiretti sostiene la necessità di procedere con il progetto, ma chiede che venga garantita una copertura finanziaria completa, così da poter programmare con tempi certi la realizzazione delle opere.
Il riferimento è alla condotta tra la diga del Liscione, in Molise, e il partitore-potabilizzatore di Finocchito, in Puglia, il cosiddetto «tubone». Il progetto comprende anche il completamento dell’impianto di sollevamento sul Liscione e l’estensione del comprensorio irriguo all’intero Basso Molise.
Nel frattempo è arrivato un primo finanziamento da 14,86 milioni di euro per l’ampliamento della portata della diga del Liscione e per la progettazione e le attività preliminari relative alla condotta tra Molise e Puglia.
Ma, secondo Coldiretti, il quadro delle opere non si esaurisce qui. Per completare lo schema irriguo a nord-ovest della piana di Larino e rendere disponibile ulteriore acqua anche per la Puglia, viene indicata la necessità di un collegamento tra le dighe del Liscione e di Occhito. Sul versante opposto del territorio regionale, viene invece richiamata la necessità di rendere più efficiente e strutturale la gestione dell’acqua destinata all’irrigazione proveniente dalla diga di Chiauci.
Sul rapporto con la Puglia, Coldiretti pone anche una questione di gestione della risorsa. L’organizzazione chiede che l’acqua destinata all’irrigazione venga gestita dai due Consorzi interessati, quello del Basso Molise e quello della Capitanata, utilizzando i proventi della fornitura per contribuire ad abbattere le tariffe oggi sostenute dagli agricoltori molisani.
Allo stesso tempo viene rivendicata la necessità di salvaguardare la priorità delle esigenze del territorio molisano anche in presenza di eventuali situazioni di emergenza o criticità.
«Finalmente il dibattito sul tema acqua sta prendendo forma e sostanza, approdando nella sua sede naturale, il Consiglio regionale», afferma il direttore regionale di Coldiretti Molise Franco Dell’Acqua, che guarda con favore al primo finanziamento destinato al Liscione e al progetto del collegamento con la Puglia.
Dell’Acqua richiama però anche la necessità di completare lo schema irriguo regionale e di intervenire sul collegamento tra Liscione e Occhito, oltre che sulla gestione dell’acqua proveniente dalla diga di Chiauci.
Sulla stessa linea il presidente di Coldiretti Molise Claudio Papa, che definisce la collaborazione con la Puglia un’opportunità per costruire un sistema idrico più moderno nel Mezzogiorno, sottolineando però che la tutela della risorsa idrica molisana e delle esigenze degli agricoltori resta una priorità.
La partita, dunque, non riguarda soltanto nuove condotte o nuovi invasi. In gioco c’è la costruzione di un sistema capace di conservare l’acqua, ridurre gli sprechi e garantire continuità all’agricoltura, in una regione dove la disponibilità della risorsa idrica rappresenta sempre più una questione strategica.
















