Un viaggio nella memoria e nella cultura della transumanza, attraverso gli antichi tratturi, i paesaggi e i saperi che hanno segnato per secoli la vita delle comunità dell’Appennino.
È questo il filo conduttore della IV edizione
di “Lungo le antiche strade della tradizione”, in programma a Pescasseroli sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026.
L’iniziativa, promossa dalla Pro Loco Pescasseroli “Cuore del Parco APS”, propone un confronto sul futuro delle antiche vie della transumanza e sul loro possibile ruolo per una nuova idea di sviluppo sostenibile, sotto il profilo economico, naturale e culturale.
Si parte sabato 3 ottobre alle 16.30, al Cinema Ettore Scola di via Principe di Napoli, con l’apertura del convegno affidata a Gaetano Tarquinio, presidente della Pro Loco Pescasseroli. Seguiranno i saluti istituzionali del sindaco di Pescasseroli Giuseppe Sipari, del sindaco di Candela Giuseppe De Vito e del presidente della Comunità del Parco Antonio Di Santo.
Al centro del convegno il tema “Viaggiatori lenti. Il futuro delle vie della transumanza alla ricerca della sostenibilità economica, naturale e culturale”, coordinato dall’architetto Marcello Borrone, PhD.
Diversi gli interventi previsti: Benito Quaglia parlerà dei “Regi Tratturi, dalle origini a patrimonio UNESCO”; Bruno Petriccione, giuri-ecologo approfondirà i Regi Tratturi come patrimonio di interesse culturale, archeologico e naturalistico. Alessandro Bortolotti, psicologo PhD e ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze & Imaging, affronterà invece il rapporto tra transumanza, benessere ed economie del XXI secolo.
A chiudere gli interventi sarà Cesidio Pandolfi, con una riflessione sull’esperienza della percorrenza dei tratturi immersi nella natura e nell’antica civiltà della transumanza.
La manifestazione proseguirà domenica 4 ottobre alle 9.30, nella sede della Pro Loco Pescasseroli di via Principe di Napoli 13, con l’accoglienza dei cavalieri a cavallo di Alvito, protagonisti di una nuova tappa lungo gli antichi percorsi della tradizione.
Un appuntamento che punta dunque a riportare al centro dell’attenzione i tratturi come patrimonio storico e culturale, ma anche come percorsi da riscoprire lentamente, valorizzando il rapporto tra territorio, natura, memoria e comunità.


















