“Perché ultimamente sono proliferati un’infinità di dossi artificiali?” È la considerazione che solleva Dino Rossi (presidente di Cospa Abruzzo).
“Nascono come funghi nel territorio comunale del capoluogo abruzzese.”- Commenta: “Dossi come le montagne russe, che non rispettano le misure standard, poco segnalati e posizionati in arterie importanti dell’Aquila: fra l’ospedale San Salvatore alle caserme delle forze dell’ordine. 
Rossi, supportato da documentazione alla mano, aggiunge che” sono vietati l’impiego dei dossi artificiali sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento.
Il motivo è ovvio: un’ambulanza che trasporta un ferito deve transitare su strade perfettamente asfaltate.”
Rossi fa riferimento a una nota del Ministero dei Trasporti, che chiarisce: “il loro uso è consentito solo su strade residenziali, in parchi pubblici e privati e nei residences ed è invece vietato “su strade che costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per i servizi di soccorso e di pronto intervento”.
Inoltre, sottolinea Rossi, come il Ministero attribuisca le responsabilità di un uso spropositato. “il loro permanere in opera in luoghi non consentiti, in caso di incidenti riconducibili alla loro collocazione può dar luogo a responsabilità civile e penale in capo a chi ne ha disposto la collocazione o a chi non ne ha disposto la rimozione. Per tanto urge un tempestivo intervento affinché vengano rimossi per la sicurezza dei cittadini e magari adottare altri metodi di dissuasore di velocità meno impattanti e pericolosi.”















