Tre anni dopo la sua scomparsa prematura, il ricordo di Daniele Berlingieri resta vivo nel cuore della sua terra e di chi lo ha conosciuto.
Nella notte del 27 dicembre 2022 la comunità di Roccamandolfi e l’intero Molise piombarono nel dolore per la perdita di Berlingieri, un uomo che aveva fatto della pastorizia e dell’amore per la natura la cifra della propria esistenza.
Daniele se n’è andato a soli 48 anni, stroncato da un malore improvviso che lasciò sotto shock un’intera valle e tante persone che lo stimavano profondamente.
Figura di riferimento nelle montagne del Matese, Daniele non era semplicemente un allevatore: era un pastore nel senso più autentico del termine, in simbiosi con il suo gregge, con i pascoli, con le tradizioni millenarie della transumanza.
La sua azienda, “La Pecorella Nera”, fondata con la compagna Maria Pisano e radicata tra Roccamandolfi e Macchiagodena, era un luogo dove il duro lavoro contadino si intrecciava con la passione per i prodotti caseari locali e il rispetto per l’ambiente.
Daniele allevava circa duecento pecore di razza Comisana, trascorrendo le giornate sui monti, tra pascoli verdi e sentieri antichi. La sua dedizione fu riconosciuta anche fuori regione: il suo lavoro fu protagonista di una puntata di Geo & Geo, portando l’eccellenza del Molise televisivamente nelle case di molti italiani.
Non era raro vedere Daniele coinvolto in momenti di condivisione e legame comunitario: dopo la devastante strage di ovini subita da un allevatore di Mercogliano (Avellino), decise senza esitazione di donare alcune delle sue pecore a colleghi in difficoltà, ricordando il gesto di solidarietà che tempo prima qualcuno aveva avuto con lui dopo un attacco di lupi al suo gregge.
Il sindaco di Roccamandolfi, Giacomo Lombardi, lo ricordò come un amico e un modello di passione per il lavoro: “Con la perdita dell’amico Daniele un altro piccolo pezzo della nostra comunità va inesorabilmente via… ora lo immagino tra le montagne a pascolare il suo bel gregge.”
I funerali, celebrati con grande partecipazione nella Chiesa di San Giacomo Maggiore, videro la presenza di numerose persone provenienti da tutto il Molise e oltre, a testimonianza dell’affetto e del rispetto che Daniele aveva saputo conquistare.
Daniele Berlingieri non ha lasciato solo il ricordo di un uomo che amava il suo lavoro, ma anche l’eredità di una vita vissuta in armonia con la natura e con il territorio, un esempio di autenticità in un mondo sempre più uniforme.
Ancora oggi, i prati del Matese sembrano risuonare delle sue orme, mentre la sua storia ispira chi crede che la cura della terra e degli animali sia una delle forme più pure di legame umano.










