Con un richiamo all’art.37 della Costituzione italiana, al coraggio di una donna esemplare premio nobel della letteratura italiana Grazia Deledda, candidata a sfida nelle liste radicali per il rinnovo del XXII parlamento del regno d’Italia nel 1909 e la lettura del brano Mimosa dal libro
“Quando una donna “di Emilio D’Andrea, si è concluso l’evento della Fidapa di Termoli. “Il coraggio delle donne nel mondo e il loro modo di guidare il cambiamento”,il titolo del convegno svoltosi nella sala del cinema Oddo,domenica 8 marzo, con la partecipazione delle sezioni Fidapa di Campobasso, Larino, Isernia, Pescara, Apricena e Foggia Capitanata.
Dopo la prolusione della presidente Matilde Tartaglia, un pensiero sulle donne e sul loro impegno sono stati espressi dal sacerdote don Benito Giorgetta e dal sindaco della città Nico Balice. A seguire le riflessioni delle presidenti e delle rappresentanti delle sezioni coinvolte.
Maria Teresa Failla della sezione di Campobasso che ha condiviso il momento di riflessione in interclub, Elena Marcelli di Larino che immagina ed auspica un mondo dove la festa della donna diventi anacronistica, Martina Bucci di Isernia, la più giovane delle presidenti Fidapa con una riflessione su come ridisegnare il fronte della società. Tesi sostenuta da Anna Maria Merino presidente di Apricena, Simona Paolini di Pescara che a loro volta hanno sottolineato l’importanza di questi momenti associativi sotto lo slogan significativo delle donne unite nel cambiamento, condiviso in pieno dalla past presidente di Foggia Capitanata, Antonietta Colasanto.
Momenti di introduzione moderati con attenzione dalla presidente Tartaglia che ha di seguito dato il là al tema principale del convegno affrontato con grande competenza dalle relatrici a partire dalla prof. Loredana Tullio docente di diritto all’Unimol che ha tracciato il profilo del difficile cammino dei diritti umani, dal modello patriarcale alle donne nello statuto albertino, dall’autorizzazione alla potestà maritale, alla dote nel contesto del contratto matrimoniale, al diritto delle donne alle urne ma senza rossetto, oltre alle numerose circolari che danno e tolgono ai diritti delle donne e lo stato dell’arte nella società attuale.
Le donne nei luoghi di conflitto vissuti attraverso gli interventi umanitari di Amnesty International é l’argomento trattato da Alba Bonetti. Con dovizia di particolari la presidente italiana di Amnesty, ha testimoniato i contesti di pericolo vissuti dalle donne e non solo nei territori di guerra. Dai collettivi del Messico alle buscadores dell’America Latina, tanto per citare alcune tra le tante situazioni attraversate dai difensori dei diritti umani. Storie di attualità pressante simbolicamente rappresentate dall’ opera “Essere donna a Gaza” raffigurata nella locandina del convegno e materialmente esposta nella sala a cura dell’autrice, l’artista Carla Di Pardo, giá vicepresidente della sezione che ha illustrato il significato concettuale dell’opera.
Un evento ricco di spunti chiuso con l’intervento di sintesi della past presidente Fernanda Pugliese, al cospetto di una platea partecipe, socie ed ospiti appositamente convenuti per un momento atteso come lo può essere una celebrazione entrata nel calendario della società civile dove l’ otto marzo, già scelto come giornata simbolo dalle donne Costituenti che come Teresa Mattei nel 1946, hanno voluto confermare la scelta della mimosa,simbolo di luce, speranza e dono alle donne in questa giornata che l’ Onu, nel 1977, ha proclamato come giornata internazionale della donna e che auspica il 2030 come l’anno del raggiungimento della effettiva parità.
















