Trasformare la cultura in un motore concreto di inclusione e benessere: è questa la visione che anima “Musei e Memorie”, il progetto ideato e realizzato dall’associazione Assembramenti Culturali all’interno del Museo dei Misteri, con il supporto del Comune di Campobasso.
Un percorso che non si limita alla teoria, ma che ha messo alla prova nuovi modelli di accessibilità, i cui risultati saranno presentati
pubblicamente venerdì 15 maggio alle ore 17:00, presso la Sala Convegni GAL Molise (Via Monsignor Secondo Bologna, 15). Un appuntamento pensato come momento di restituzione, confronto e apertura alla comunità.
Al centro dell’iniziativa, una domanda cruciale: in che modo i musei possono diventare spazi realmente accoglienti anche per chi vive condizioni complesse come la demenza o l’Alzheimer? La risposta è passata attraverso un lavoro condiviso tra associazioni, istituzioni e realtà museali, trasformando il Museo dei Misteri in un vero e proprio laboratorio di sperimentazione sociale e culturale.
L’evento si aprirà con la proiezione di un documentario che ripercorre le tappe più significative del progetto, offrendo uno sguardo diretto sulle esperienze vissute. A seguire, un dibattito aperto che vedrà il coinvolgimento di professionisti provenienti dal mondo sanitario, museale e istituzionale, con l’obiettivo di individuare strategie innovative per rendere la cultura sempre più accessibile.
Tra i relatori interverranno:
- Daniela Pietrangelo, presidente di Assembramenti Culturali e responsabile del progetto;
- Adele Fraracci, assessora alla Cultura del Comune di Campobasso;
- Angelo Marcheggiani, assessore alle Politiche Sanitarie e alla Diversabilità del Comune di Campobasso;
- Mino Dentizzi, medico geriatra e referente scientifico del progetto;
- Lucia Cecio, community manager di AIEM – Associazione Italiana Educatori Museali.

A contribuire al confronto sarà anche il Coordinamento dei Musei Toscani per l’Alzheimer, riconosciuto a livello nazionale come modello di eccellenza nelle pratiche inclusive.
«Il patrimonio culturale appartiene a tutti e deve essere accessibile senza barriere» – sottolineano i promotori di Assembramenti Culturali – «questo progetto dimostra come la cultura possa diventare un linguaggio universale, capace di riattivare memorie, relazioni e senso di appartenenza».
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: operatori culturali e sanitari, famiglie, caregiver, associazioni e chiunque voglia partecipare a una riflessione collettiva su cultura, inclusione e comunità.













