La pietra, tra le mani di Edoardo Lalli, non era mai soltanto materia. Era memoria, respiro, silenzio scolpito. Con la scomparsa dell’artista molisano, avvenuta nella serata del 25 maggio all’età di 58 anni, si chiude una delle pagine più autentiche e profonde dell’arte contemporanea legata al territorio dell’Alto Molise.
Originario di Pescopennataro, il borgo noto per la storica tradizione degli scalpellini e della lavorazione della pietra, Lalli aveva trasformato quell’eredità antica in un linguaggio artistico personale, essenziale e intensamente evocativo. Le sue opere, riconoscibili per equilibrio e forza espressiva, riuscivano a dare leggerezza a un materiale millenario, trasformando il marmo e la pietra in superfici vive, intime, capaci di raccontare il tempo e la natura.
La notizia della sua morte ha colpito profondamente il mondo culturale molisano e quanti, negli anni, avevano conosciuto non solo l’artista, ma anche l’uomo: riservato, sensibile, spesso schivo, ma animato da una ricerca creativa continua e rigorosa. Nelle sue sculture convivevano il gesto artigianale e la tensione contemporanea, in un dialogo costante tra tradizione e sperimentazione.
I funerali si svolgeranno oggi (27 maggio) alle ore 15:30 nella chiesa della Madonna delle Grazie a Pescopennataro, il paese che aveva rappresentato il centro della sua vita e della sua produzione artistica.
Nato ad Agnone nel 1967, Edoardo Lalli aveva iniziato il suo percorso creativo negli anni Novanta, raccogliendo gli insegnamenti della tradizione familiare e approfondendo la tecnica accanto al maestro Pasquale Napoli, con cui collaborò tra il 1997 e il 1999. Da allora il suo cammino artistico si era sviluppato attraverso mostre personali, collettive ed eventi dedicati all’artigianato artistico, costruendo negli anni una cifra stilistica immediatamente riconoscibile.
Tra i progetti più significativi della sua carriera spicca “Lei Danza – Lei Pietra”, format ideato nel 2018 che univa scultura, danza e videoarte in un’esperienza immersiva e multidisciplinare. Un progetto nato dal sodalizio artistico con Donato Giannini e capace di raccontare la pietra non più come elemento statico, ma come corpo in movimento, materia emotiva e narrativa.
Importante anche l’esperienza di “Sfoglia il Cubo” e, più recentemente, la partecipazione alla mostra collettiva “Pietraluce”, ospitata tra maggio e giugno del 2023 presso l’Auditorium di Isernia insieme alla fotografa Serena Di Serio. Un’esposizione che aveva ulteriormente confermato la capacità di Lalli di fondere scultura, luce e contemplazione in un linguaggio artistico raffinato e profondamente identitario.
Con Edoardo Lalli se ne va una voce autentica dell’arte molisana, uno degli ultimi interpreti di una cultura materiale che in Alto Molise rappresenta molto più di una tradizione artigianale: un patrimonio di memoria collettiva. Restano le sue opere, disseminate tra laboratori, esposizioni e spazi pubblici, a custodire il segno di una ricerca artistica che ha saputo trasformare la pietra in emozione, silenzio e bellezza senza tempo.











