Ancora il lungo lenzuolo bianco di circa cento metri. Serrate dei negozi ed esercizi commerciali vari dalle 18.00 alle 19.00. Presenza dei cittadini e sindaci anche dai centri vicini ad Agnone.
Il sindaco Daniele Saia ha chiamato ancora una volta a raccolta la sua popolazione per spiegare il ricorso al Tar contro i tagli e la soppressione dell’ospedale Caracciolo. Proprio davanti all’ex plesso ospedaliero alto molisano, stasera 19 giugno, alle ore 18.00 l’assemblea pubblica. L’evento previsto proprio all’indomani di un singolare avvenimento accaduto ieri al Veneziale di Isernia, ovvero il blackout della Tac del nosocomio provinciale e lo spostamento degli esami diagnostici dei pazienti in lista su Agnone.

“L’ospedale Caracciolo di Agnone ha salvato i pazienti di Isernia –ha commentato il sindaco Daniele Saia-. È questa la fotografia che emerge dalla critica situazione che si è verificata oggi (ieri, ndr).
A causa di un guasto elettrico, la TAC dell’ospedale Veneziale ha subito danni ed è risultata inutilizzabile. Di conseguenza, i medici sono stati costretti a dirottare i pazienti verso la struttura ospedaliera di Agnone, dotata di una nuovissima TAC, per eseguire gli esami senza contrasto.
Cosa sarebbe successo se l’ospedale di Agnone fosse già stato riconvertito? Cosa avrebbero dovuto fare i pazienti? Un’intera provincia sarebbe stata in ginocchio. Oggi è emersa la nuda realtà: se un presidio territoriale viene depotenziato, l’intero sistema va in tilt al primo imprevisto. E chi paga sono i cittadini.
L’ospedale di Agnone non è un ospedale di troppo come qualcuno ci vuole far credere. Pensare di ridurlo a struttura marginale significa condannare un intero territorio al deserto sanitario.
Non possiamo accettarlo, e continueremo a batterci perché venga garantita la piena funzionalità dell’ospedale e il diritto alla salute dei nostri cittadini”












