Il Senato ha approvato tre giorni fa il Disegno di legge n. 1552, ribattezzato dalle associazioni ambientaliste “DDL Caccia Selvaggia”, un provvedimento destinato ad approdare ora all’esame della Camera dei deputati. Il testo continua a suscitare un acceso confronto politico e sociale, dividendo maggioranza e opposizioni e alimentando le proteste del mondo ambientalista.
Tra le organizzazioni più critiche figura il WWF Italia, che ha pubblicato sul proprio sito l’elenco degli 80 senatori che hanno votato a favore del provvedimento. Secondo l’associazione, la riforma rappresenterebbe un profondo arretramento nella tutela della fauna selvatica e dell’ambiente.
Per quanto riguarda la rappresentanza abruzzese, due dei quattro senatori eletti nella regione hanno espresso voto favorevole: Etelwardo Sigismondi e Guido Quintino Liris, entrambi di Fratelli d’Italia. Hanno invece votato contro Gabriella Di Girolamo del Movimento 5 Stelle e Michele Fina del Partito Democratico.
Le associazioni ambientaliste sostengono che sia importante rendere pubbliche le posizioni espresse dai parlamentari su un tema considerato particolarmente rilevante, affinché gli elettori possano valutarne le scelte in vista delle future consultazioni elettorali.
Nel merito, il WWF e numerose altre organizzazioni contestano il contenuto della riforma, ritenendo che essa modifichi radicalmente l’attuale legge n. 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica. Secondo i critici, il disegno di legge amplierebbe significativamente le possibilità di esercizio dell’attività venatoria, con conseguenze sia sulla conservazione della biodiversità sia sulla sicurezza di chi frequenta aree naturali.
Tra gli aspetti maggiormente contestati vengono indicati l’estensione delle aree nelle quali sarebbe consentita la caccia, l’aumento delle specie cacciabili, il prolungamento dei calendari venatori, il ridimensionamento del ruolo tecnico-scientifico di ISPRA, la deregolamentazione dei richiami vivi e l’introduzione di misure che, secondo gli oppositori, favorirebbero anche il turismo venatorio internazionale. Le associazioni esprimono inoltre preoccupazione per il rischio che alcune disposizioni possano esporre l’Italia a nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione europea.
Dal fronte ambientalista si sostiene inoltre che il provvedimento recepisca le richieste avanzate dalle associazioni venatorie, dal comparto della produzione di armi e da parte delle organizzazioni agricole, delineando un modello di gestione della fauna profondamente diverso da quello attualmente previsto dalla normativa vigente.
Con il via libera del Senato, l’iter legislativo proseguirà ora alla Camera dei deputati, dove il testo sarà nuovamente esaminato e potrà essere confermato, modificato o respinto.
Le associazioni contrarie alla riforma hanno già annunciato la prosecuzione della mobilitazione per chiedere lo stop definitivo al disegno di legge.













