Domenica 19 luglio 2026 il pianoro di Campitello di Roccamandolfi tornerà a riempirsi del suono dei campanacci, del profumo dei formaggi appena fatti e del passo lento delle mandrie. L’Associazione Orizzonti del Matese ripropone la tradizionale Festa del Pastore, un appuntamento che da decenni celebra la civiltà agropastorale del Matese e rende omaggio a uomini e donne che continuano a custodire un mestiere antico. La manifestazione, negli anni, è diventata un simbolo dell’identità del territorio, capace di richiamare migliaia di visitatori tra natura, gastronomia e cultura contadina.

La giornata sarà dedicata all’arrivo delle mandrie, alle dimostrazioni della lavorazione del latte, ai prodotti tipici e ai momenti di confronto sul futuro della montagna. Non sarà soltanto una festa, ma anche un’occasione per riflettere sul valore economico, ambientale e sociale della pastorizia, attività che continua a modellare il paesaggio del Matese e a preservarne la biodiversità.
Ma quest’anno, accanto all’entusiasmo, aleggia anche una domanda che molti allevatori si pongono: quale sarà il futuro del territorio con la nascita e l’operatività del Parco Nazionale del Matese? Se da una parte il Parco rappresenta una grande opportunità di tutela e valorizzazione ambientale, dall’altra il mondo pastorale attende di conoscere le regole che disciplineranno pascoli, transumanza, viabilità rurale e attività tradizionali.
Gli allevatori chiedono che la conservazione della natura proceda insieme alla tutela di chi quella natura l’ha mantenuta viva per secoli.











