Duro affondo del presidente della Provincia di Isernia e sindaco di Agnone, Daniele Saia, contro i commissari alla sanità Bonamico e Di Giacomo dopo le loro dichiarazioni sul Piano Operativo Sanitario 2026-2028. Secondo Saia, parlare di “necessaria riorganizzazione” anziché di tagli rappresenta una lettura distante dalla realtà e dalle esigenze dei cittadini molisani.
Il presidente della Provincia contesta l’impostazione del nuovo piano sanitario, accusando i due commissari governativi di non aver ascoltato i territori e di essersi sottratti al confronto istituzionale. “Le loro parole palesano un totale distacco dalla realtà della nostra regione e uno scollamento profondo dalle richieste dei cittadini”, afferma Saia, ricordando come i commissari abbiano scelto di non partecipare a diverse riunioni della Conferenza dei Sindaci prima della presentazione del Piano.
Tra i temi centrali dell’intervento figura la difesa dell’ospedale “Caracciolo” di Agnone. Saia ribadisce che durante le manifestazioni pubbliche i cittadini hanno chiesto con forza il mantenimento dello status di ospedale di area particolarmente disagiata e la salvaguardia del Pronto Soccorso. Il riferimento è al Decreto Ministeriale 70 del 2015 che, secondo il presidente della Provincia, riconosce proprio le peculiarità del presidio altomolisano.
“L’eventuale riconversione del Caracciolo – sostiene – finirebbe per calpestare il principio costituzionale della pari dignità dei cittadini, privando l’Alto Molise di servizi essenziali e aggravando ulteriormente il fenomeno dello spopolamento”.
Nel mirino di Saia finiscono anche altri interventi previsti dalla riorganizzazione sanitaria. Il presidente richiama la necessità di garantire il punto nascite dell’ospedale “Veneziale” di Isernia, consentendo ai cittadini della provincia di poter far nascere i propri figli nel territorio di residenza. Analoga preoccupazione viene espressa per il reparto di Emodinamica di Termoli, ritenuto fondamentale per assicurare interventi tempestivi in caso di emergenze cardiache, e per il mantenimento delle guardie mediche nelle aree interne, considerate un presidio indispensabile di assistenza di prossimità.
Saia annuncia che la mobilitazione proseguirà sia sul piano politico sia su quello giudiziario. L’attenzione è ora rivolta al 15 luglio, data in cui il TAR Molise dovrà pronunciarsi sulla richiesta di sospensiva del Piano Operativo.
“Non ci arrendiamo – conclude il presidente della Provincia –. Chiediamo un equilibrio dei servizi sanitari che non lasci indietro nessuno. Il nuovo Piano Operativo attua dei tagli, non delle riorganizzazioni. Se per far quadrare i conti l’unica soluzione era tagliare tutto, allora i commissari alla sanità non sarebbero nemmeno serviti”.













