In un tempo in cui le cronache sulla sanità finiscono troppo spesso sotto i riflettori per episodi di malasanità, disservizi o polemiche amplificate dai social network, c’è anche un’altra realtà che merita di essere raccontata.
È quella fatta di medici, infermieri e operatori sanitari che ogni giorno svolgono il proprio lavoro con competenza, sensibilità e rispetto della persona.
Ad Amolivenews è giunta in redazione la testimonianza di un cittadino sessantenne che ha voluto condividere pubblicamente la propria esperienza vissuta nel reparto di Endoscopia Digestiva dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.
Non una segnalazione di protesta, ma un sincero messaggio di gratitudine rivolto a tutto il personale sanitario.
L’uomo racconta di essersi sottoposto a un esame invasivo con la comprensibile apprensione che accompagna questo genere di procedure.
Timori che, tuttavia, sono svaniti fin dai primi momenti grazie all’accoglienza ricevuta e all’atteggiamento dell’équipe, capace di mettere il paziente a proprio agio con parole rassicuranti, disponibilità all’ascolto e una rara capacità di instaurare un rapporto umano prima ancora che clinico.
Nella sua testimonianza vengono sottolineate non solo l’elevata preparazione professionale e la precisione nell’esecuzione dell’esame, ma soprattutto quell’umanità che troppo spesso si dà per scontata e che, invece, rappresenta uno degli aspetti più preziosi della medicina.
Un sorriso, una spiegazione, un gesto di attenzione e la delicatezza dimostrata durante la procedura hanno trasformato un momento di forte preoccupazione in un’esperienza affrontata con serenità.
Il cittadino ha voluto rivolgere un particolare plauso all’équipe guidata dal dottor Massimo Lizza, estendendo il proprio ringraziamento a tutti gli operatori del reparto, riconoscendo in loro non soltanto competenze tecniche di alto livello, ma anche qualità umane che fanno davvero la differenza nel percorso di cura.
Raccontare queste esperienze significa offrire un’informazione completa ed equilibrata. Se è doveroso denunciare ciò che non funziona, è altrettanto giusto dare voce a chi, con professionalità, dedizione ed empatia, contribuisce ogni giorno a restituire fiducia nella sanità pubblica.
Perché le buone notizie non fanno rumore quanto le cattive, ma meritano di essere ascoltate.











