È stata appena data alle stampe la nuova fatica letteraria dello storico molisano Antonio Salvatore: “Soldati italiani i prIMI a resistere. Storia di un Internato Militare Italiano (n. 31029). Il diario dell’artigliere Giuseppe Forte”.
Partendo dal diario militare dell’artigliere Giuseppe Forte di Castelpetroso, Antonio Salvatore ha voluto dare voce e rendere il giusto omaggio a una storia dimenticata o poco conosciuta: quella degli Internati Militari Italiani della Seconda Guerra Mondiale.
Essi, infatti, rappresentarono, combattendo tenacemente prima e sopportando indicibili violenze e privazioni poi, il primo mattone della nuova Italia democratica. Il loro sacrificio e la loro totale dedizione al giuramento fatto alla Patria; il loro rifiuto a unirsi alla Repubblica Sociale non possono e non devono essere dimenticati.
Il libro (edito da Volturnia Edizioni) parte con un excursus che elenca le date e i fatti più salienti che portarono alla Seconda Guerra Mondiale e il suo svolgimento per poi arrivare al diario di Giuseppe Forte, uno dei valorosi figli di questo nostro Molise che combatterono con il rifiuto la battaglia per la libertà.
Richiamato alle armi nel 1940, ha combattuto in diversi fronti sia in Italia che all’estero; fu catturato dai tedeschi dopo la dichiarazione dell’Armistizio l’8 settembre 1943 e portato – insieme a centinaia di altri suoi compagni stipati in carri bestiame – in un campo di lavoro in Austria.
Più volte gli fu chiesto di aderire alla Repubblica Sociale ma lui, come la maggior parte dei militari internati, rispose sempre e tenacemente: NO! Sopportò il terribile trattamento riservato agli “italiani” ma resistette e, e nel maggio del 1945 rientrò a Castelpetroso.
Ferito nel corpo e nell’anima ma fiero e orgoglioso di aver mantenuto integra la sua dignità di uomo e di soldato. Le memorie da lui riportate nel diario ci restituiscono spaccati di vita quotidiana, senza filtri, ma sensazioni e pensieri autentici di un contadino molisano prestato alla guerra. Dalla cieca convinzione nella vittoria finale dell’Italia alla presa di coscienza della sconfitta.
Il libro di Antonio Salvatore vuole essere uno spunto di riflessione utile anche a ricordare che le prime forme di resistenza armata, dopo l’8 settembre, furono date proprio dagli uomini in divisa.
Diversi furono infatti gli episodi che videro protagonisti i nostri soldati e che vengono elencati nel testo. I militari italiani rivestirono un ruolo fondamentale anche per la formazione e l’addestramento alla guerriglia per le classi più giovani che si inserirono nelle formazioni partigiane.
Il valore e il sacrificio di migliaia di internati militari e civili italiani nei lager nazisti fu giustamente riconosciuto con un Motu Proprio del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il 9 gennaio 1998, con una Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria dell’Internato Ignoto.
Un plauso a questa nuova iniziativa editoriale che restituisce conoscenza e valore a una storia volutamente troppo poco nota ma che, in un mondo dove è molto facile disprezzare il presente a causa di una distorta o scarsa comprensione del passato, possiamo essere orgogliosi dei nostri padri e dei nostri nonni che, con il loro sacrificio, ci hanno insegnato il valore assoluto della Libertà.











