Ci sono personaggi che pur avendo raggiunto una dimensione nazionale sono rimasti profondamente legati alle proprie origini.
Così come aveva fatto Francesco Guccini, recentemente scomparso il quale ci ha lasciato un grande patrimonio culturale tra dischi e romanzi, che era tornato da una quindicina di anni a vivere a contatto con le sue radici nel paese dei suoi nonni – Pavana – sull’ Appennino Tosco emiliano, in Molise abbiamo un giornalista che, benché il suo volto negli ultimi anni sia diventato molto popolare, non ha mai rinunciato al proprio legame con il luogo natio.
Stiamo parlando di Domenico Iannacone uno dei conduttori più popolari del palinsesto televisivo della terza rete RAI che si è fatto apprezzare per un modello di giornalismo narrativo in cui la parola dei protagonisti è al centro del racconto.
Il conduttore rimane in ascolto, intervenendo con qualche domanda che possa stimolare l’intervistato a rispondere in maniera diretta, senza ricercare la battuta a effetto. Attraverso le puntate dei “Dieci comandamenti” e del più recente “Che ci faccio qui” ci ha mostrato una serie di situazioni che hanno scosso le nostre coscienze mettendoci davanti a delle persone dalle biografie che non possono lasciarci indifferenti.
Non so se Domenico abbia frequentato corsi universitari che abbiano a che fare con la psicologia, perché la tecnica non si può improvvisare e l’empatia che dimostra è una dote rara.
Partendo da questi presupposti la sua capacità di comunicazione costituisce un balsamo per la nostra sensibilità e se c’è la possibilità di andare ad ascoltarlo dal vivo l’incontro è ancora più coinvolgente.
Per quanti volessero ci saranno due occasioni per poterlo fare, rispettivamente a Vastogirardi domenica 9 agosto dove metterà in scena uno spettacolo che sta riscuotendo dovunque in Italia un grande successo, il cui titolo è già tutto un programma: “il senso dell’ umano” e il giorno dopo a Torella del Sannio, il suo paese d’origine dove coinvolgerà il pubblico presente, formato anche da amici di infanzia, nella “Piazza dei racconti”, una manifestazione che lo stesso giornalista ha voluto quattro anni fa per dare importanza al valore del racconto e della dimensione umana.
Piergiorgio Rocci















