Un confronto ampio, tecnico e soprattutto concreto su una delle emergenze più complesse che interessano oggi agricoltura, ambiente, sicurezza e sanità animale. Sabato 5 settembre 2026, dalle ore 18 alle 20.30, la Sala Consiliare del Comune di Cusano Mutri (Bn), in via Fuci 9, ospiterà il convegno dal titolo “Cinghiale in Italia: analisi dei risultati di 25 anni di contenimento – Regioni a confronto: proposte per il prossimo lustro”.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il professor Luigi Esposito dell’Università Federico II di Napoli, porterà attorno allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari, tecnici, associazioni, mondo agricolo, ambientalisti e cacciatori.
L’obiettivo è affrontare senza pregiudizi una questione che negli anni ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, incidendo direttamente sulle produzioni agricole, sulla sicurezza stradale, sulla gestione delle aree naturali e sul rischio sanitario legato, tra l’altro, alla Peste suina africana.
Il quadro nazionale rende evidente la complessità del fenomeno: secondo i dati diffusi da ISPRA, nel 2021 la consistenza minima della popolazione italiana di cinghiali era stimata in circa un milione e mezzo di capi.
Nel periodo 2015-2021 gli abbattimenti sono aumentati del 45%, mentre i danni all’agricoltura sono stati stimati in quasi 120 milioni di euro, con Abruzzo e Piemonte tra le regioni maggiormente colpite.
A rendere ancora più attuale il confronto di Cusano Mutri è l’evoluzione della normativa e delle strategie nazionali. Il Ministero della Salute ha infatti aggiornato il piano di gestione del cinghiale nelle zone indenni da Peste suina africana per il periodo 2026-2028, puntando a una significativa riduzione delle densità della specie, insieme a sorveglianza, biosicurezza e coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.
Ad aprire i lavori saranno gli interventi istituzionali di Roberto Marino, presidente della Municipalità Città Metropolitana di Napoli e cittadino di Cusano Mutri, del sindaco Pietro Truccio, dell’assessore regionale campano Vincenzo Maraio, dell’assessore all’Agricoltura della Campania Maria Carmela Serluca, del direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II Aniello Anastasio e del presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ateneo Giuseppe Campanella.
Al tavolo anche Andrea Boggia, presidente del Parco Nazionale del Matese, e Giuseppe Pirraglia, presidente del Parco Regionale del Matese, a conferma della centralità che il tema della gestione della fauna selvatica riveste per un territorio come quello matesino. Previsti inoltre gli interventi dei rappresentanti del mondo agricolo e delle principali organizzazioni territoriali.
Alle 19 spazio agli interventi tecnico-scientifici, con un confronto tra diverse esperienze regionali. Il professor Riccardo Primi dell’Università della Tuscia illustrerà l’esperienza del Lazio sui moduli per la macellazione degli animali selvatici; il professor Pasquale De Palo dell’Università di Bari approfondirà il modello pugliese legato alla gestione dell’emergenza e della filiera controllata del cinghiale; mentre il professor Luigi Esposito dell’Università Federico II si soffermerà sui modelli zootecnici per la gestione della specie
Il confronto proseguirà con la professoressa Nadia Piscopo dell’Università Federico II, che affronterà il tema del cinghiale alla luce della Convenzione sulla Diversità Biologica e della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2026-2030.
Agricoltori, cacciatori e ambientalisti: il dibattito entra nel vivo
Alle 20 è previsto il momento dedicato al dibattito, che vedrà protagonisti agricoltori, cacciatori e ambientalisti, con l’invito esteso anche ai soggetti direttamente interessati dalla questione: produttori, aziende agricole, proprietari terrieri e associazioni..
Le analisi scientifiche e le linee guida indicano la necessità di tenere insieme monitoraggio delle popolazioni, prevenzione dei danni, controllo numerico, gestione sanitaria e collaborazione tra istituzioni, aree protette e comunità locali.
Il convegno si propone dunque come un momento di particolare interesse non solo per la Campania, ma per tutti i territori nei quali la presenza del cinghiale è diventata una questione quotidiana.
Dati, esperienze regionali e competenze scientifiche saranno messi a confronto con la realtà concreta di chi vive e lavora sul territorio, nella ricerca di un equilibrio sempre più necessario tra tutela della biodiversità, salvaguardia delle attività produttive e sicurezza delle comunità.
I lavori si concluderanno alle 20.40 con un aperitivo. L’invito rivolto agli organizzatori è quello di una partecipazione attiva: perché sulla gestione della fauna selvatica, e del cinghiale in particolare, il confronto non può più essere rimandato.















